Iniziative esterne

Arte del Novecento in Lucania: da Joseph Stella a Giacinto Cerone. 1896-2004

Venerdì 6 GIUGNO, Auditorium MACRO ore 19:00 Via Nizza 138 – Roma

In coincidenza con la mostra organizzata dal MACRO nel decennale della scomparsa dello scultore Giacinto Cerone (Melfi 1957-2004), l’Associazione dei Lucani a Roma, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Municipio Roma II, ha organizzato l’incontro:

Arte del Novecento in Lucania. Da Joseph Stella a Giacinto Cerone. 1896-2004.

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Ne ha parlato lo storico dell’arte Giuseppe Appella che ha conosciuto e in molti casi posto all’attenzione del mondo artistico i corregionali che hanno partecipato alle fasi più creative dell’arte moderna.

In occasione del 150° dell’ Unità d’Italia, si erano intensificati studi ed approfondimenti sui contributi più significativi che personalità delle varie regioni avenano fornito alla costruzione del patrimonio nazionale di conoscenze, nell’arte come in altre discipline. Tra gli autori di rilievo , personalità che in varie occasioni erano stati protagoniste di eventi promossi dall’Associazione: Michele Tedesco, Mauro Masi, Rocco Falciano.

IoSostengoMatera2019Il quadro emergente è stato spesso un sorprendente contrasto tra territori percepiti come estranei ai grandi movimenti e , invece, la presenza di fermenti  in piena sintonia con i tempi, nel campo del cinema, della comunicazione, della musica alla base dell’ambiziosa candidatura di Matera a Città della Europea della Cultura  2019.  Scelta ambiziosa ma non infondata come è risultato dalla sua inclusione tra le  6 “finaliste”.

Interno del MACROL’incontro del 6 giugno al MACRO, è parte dell’importante, necessario lavoro di diffusione della conoscenza relativa al grande patrimonio di ricchezza creativa e bellezza che anche la Basilicata conferisce al mondo dell’arte.

Il programma della serata è iniziato con la visita alla mostra di Giacinto Cerone svolta insieme alla curatrice Benedetta Carpi De Resmini. Seguito da brevissimi saluti del presidente dei Lucani a Roma, Filippo Martino e dall’Assessore alla Cultura del Municipio Roma II°,  Agnese Micozzi che ha favorito il conferimento del patrocinio del Comune di Roma Capitale  all’iniziativa, in riconoscimento della rilevanza generale dell’evento Arte del Novecento in Lucania.Da Joseph Stella a Giacinto Cerone. 1896-2004.

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A seguire la relazione di Giuseppe Appella, momento centrale della serata che ha tracciato un’attenta analisi della vicenda esistenziale e creativa dell’arte lucana, supportando i vari momenti dell’accidentato percorso con una ampia, ma rigorosa, selezione di immagini di riferimento.

La costante esplorazione linguistica, presente negli artisti lucani cresciuti altrove (nel susseguirsi di generazioni, basta contare i nomi di Stella, Marino di Teana, Masi, Falciano, Guerricchio, Santoro, Pompa, Cerone), è posta tra due date: 1896-2004, la partenza da Muro Lucano per New York di Joseph Stella e la morte a Roma di Giacinto Cerone.

Sono tanti gli elementi che accomunano i due artisti, allontanatisi dai loro luoghi di origini alla stessa età, quindi la conferma di far parte, non solo agli inizi del secolo XX, di un’emigrazione non estranea nemmeno alla cultura artistica, la sconfessione di quella storia, tutta gattopardesca, di artisti che si guardano costantemente indietro, privi di collegamenti, di mercato e di collezionisti, di presenze nelle grandi esposizioni nazionali.

Napoli, da diversi decenni, ha perduto il ruolo di centro di produzione e di proposte, la pittura meridionale che, per tutto l’Ottocento, aveva trovato nell’Istituto di Belle Arti di Napoli e di Palermo due sicuri punti di riferimento, dopo l’Unità comincia a guardare a Roma e a Milano se non a Parigi o all’America.

In questo contesto, ricostruire la storia dell’arte lucana della prima metà del Novecento è arduo e difficile, tanta la fedeltà alla tradizione ottocentesca, sostenuta dalla classe al potere e quindi dura a morire, erosa dall’arte emergente, “nuova”, espressione di bisogni impensabili per quanti, abituati ai tempi lenti dei nostri paesi di allora, si erano ostinatamente seduti su una statica fedeltà di comunicazione.

La conversazione è servita, dunque, a sollecitare alcuni interrogativi e a evidenziare le radici linguistiche su cui lavorarono i giovani artisti della fine degli anni Cinquanta, sostenuti da Leonardo Sinisgalli attraverso “Civiltà delle Macchine”, e i giovani degli anni Ottanta che oggi troviamo immersi nella contemporaneità non solo italiana. Non è un caso se, nel 2011, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma dedica a Giacinto Cerone una grande mostra delle sculture e delle ceramiche, seguita dall’antologica di disegni ora al MACRO, e, proprio in questi giorni, la Calcografia Nazionale, esponendo le sue opere dagli anni Sessanta a oggi, riconosce a Ninì Santoro, nel 2011 Premio Presidente della Repubblica, un posto di primo piano nella storia della grafica e della scultura del Novecento.

Ha chiuso la serata uno splendido intervento del prof. Giampaolo D’Andrea, Capo Gabinetto del MiBAC, intervenuto sia nel merito di specifici passaggi della relazione di Appella che del quadro complessivo del contributo degli artisti lucani all’arte del Novecento. Sottolineando al riguardo il particolare significato assunto dalla serata con il suo svolgimento in una sede prestigiosa come il MACRO.

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Estratto dal servizio del TGR Basilicata del 14/06/2014 sull’evento (clic con il mouse sull’immagine):

Arte del Novecento in Lucania