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Cerimoniale di Stato: quando la Forma è Sostanza

cerimoniale

Venerdì 20 ottobre 2017 – ore 19, Via Nizza 56 – Roma 

Si è svolto con grande successo l’incontro per saperne di più sui criteri che regolano la vita di relazione tra ruoli istituzionali di cui i media propongono quotidianamente manifestazioni non sempre di immediata comprensione.

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@AGF

Il cerimoniale è la cura degli aspetti relativi alla vita di relazione delle cariche pubbliche.
La Repubblica Italiana ha un insieme di disposizioni denominate Cerimoniale di Stato. Il Cerimoniale Istituzionale è una prerogativa dello Stato e regolamenta anche aspetti fondamentali dei rapporti con le Regioni.

Per i rapporti internazionali, il nostro Cerimoniale Diplomatico tiene conto di disposizioni vigenti in altri Stati e di accordi bilaterali o multilaterali e si ispira al criterio di rendere fluide le relazioni tra Stati, facendo ricorso a regole”tecniche” in senso lato.

Entrambi questi ambiti sono stati inquadrati dal dr. Massimo Sgrelli, per oltre 15 anni capo del Dipartimento del Cerimoniale di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che si è occupato delle principali disposizioni odierne in materia di cerimoniale pubblico. Le sue pubblicazioni sono dei veri “manuali” di riferimento per operatori pubblici e privati che hanno la necessità di conoscere e riflettere sulle modalità per rapportarsi tra e con ruoli istituzionali. Tra le principali: Il Cerimoniale Moderno e il protocollo di Stato (Felice ed. 2011) ed il recentissimo Il Galateo Istituzionale. Quando la forma è sostanza (De Felice ed. 2017) presentato nei giorni scorsi nella monumentale Biblioteca Angelica, davanti ad un’affollatissima platea di cariche istituzionali e di esperti.

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Per agevolare la comprensione della materia, nel corso della n/s serata sono stati utilizzati video relative a fasi significative del cerimoniale:

Simboli Nazionali: Bandiera, Inno, Capo dello Stato, Milite Ignoto
Ecco alcune sottolineature ed acquisizioni emerse dalla conversazione del Dr. Sgrelli.
Per la loro rilevanza, questi simboli sono tutelati da norme penali (reato di vilipendio…).
In particolare per la Bandiera, un simbolo “forte” della Nazione è una espressione della sovranità e per questo vi sono regolamentazioni rigorose per la loro esposizione. Nel nostro Paese il tricolore ha una collocazione sempre preminente salvo qualche caso specifico (es. visite al Quirinale) nel quale la esposizione della bandiera di un altro Stato sul pennone principale, è una cortese e “temporanea cessione di sovranità” in segno di riguardo verso il Capo di Stato ospite.
Tra le tante regole evocate, da citare anche il sorvolo dell’Altare della Patria da parte delle Frecce Tricolori (foto di copertina) che deve avvenire al termine esatto della esecuzione del Silenzio. Un sincronismo da brividi che d’ora in poi osserveremo con assai più attenzione e maggior apprezzamento per la bravura della mai abbastanza apprezzata formazione, un giusto orgoglio nazionale.

Cerimonie d’insediamento del Capo dello Stato e del Presidente del Consiglio
Eventi noti a tutti ed articolati in vari momenti ciascuno dei quali con regole di svolgimento precise, non cristallizzate nel tempo ma riviste ed aggiornate quando necessario come la nota “cerimonia del campanello” che conclude il passaggio delle traPresidenti del Consiglio dei Ministri. Cerimonia inaugurata non molto tempo fa e suggerita proprio dal dr. Sgrelli per sottolineare e dare rilevanza anche comunicativa ad una transizione che in passato è stata anche troppo frequente ma non per questo banale. Il passaggio delle consegne è un evento sempre carico di tensione ed emozioni come è accaduto di vedere in questa legislatura.

@ANSA

Comunque, anche in occasioni istituzionali regolamentate, gli stili dei protagonisti possono differenziarle in dettagli ed espressioni che rendono gli eventi assai diversi nella percezione e nel ricordo. Come dimostrato chiaramente dal brevissimo video di 40’’ con la celeberrima scena del Presidente Pertini che nel viaggio di ritorno da Madrid, dopo la vittoria dell’Italia ai Mondiali del Calcio, sull’aereo presidenziale, discute animatamente con l’allenatore Bearzot per gli errori che gli stanno facendo perdere la partita a carte! Una scena non protocollare che resta una strepitosa testimonianza caratteriale e, allo stesso tempo, di attenzione istituzionale verso un evento sportivo vissuto come momento di concorde orgoglio nazionale.

Visite di Stato
Le relazioni diplomatiche sono molto complesse per il numero e la enorme diversità che caratterizza la comunità internazionale. Le tre macro aree nelle quali si possono raggruppare i quasi 200 Stati: il mondo occidentale, quello islamico e il mondo orientale sono una prima semplificazione poiché al loro interno vi sono grandi differenze.
Nel mondo occidentale, tra Europa e Stati Uniti vi è una sostanziale diversità nel cerimonia d’insediamento del neo Presidente. Negli USA egli giura sulla Bibbia, secondo l’assunto di base che non tutto dipende dall’uomo. Una convinzione che nel 1956 ha portato al cambio del motto degli Stati Uniti da E Pluribus Unum a In God We Trust.

In presenza di queste diversità, è fondamentale far svolgere gli incontri internazionali basandosi su disposizioni neutre, ripetitive finalizzate ad agevolare incontri tra persone che si conoscono poco o nulla e che nei rispettivi ambiti possono avere modalità diverse nel porsi in relazione agli altri (si pensi alle distanze protocollari da osservare davanti all’Imperatore del Giappone, ai Reali europei, al Pontefice).
Malgrado le regole protocollari restano tuttavia enormi complessità che vanno attentamente considerate alla vigilia di ogni incontro internazionale anche tra paesi che si conoscono e sono in pace da decenni come l’Italia e la Norvegia, una monarchia con i reali che girano in bici e “apparentemente” informale.
Nella recente visita di Stato in Italia, Re Harald V di Norvegia non ha stretto la mano al nostro Premier perché, secondo il protocollo della casa reale norvegese, ciò avviene solo se è il Re il primo ad offrirla (come avvenuto in una precedente fase dell’incontro..).
La casistica è sterminata!

Cerimoniale Vaticano
Nei rapporti tra Stati, particolarmente rilevanti sono quelli con lo Stato Vaticano che ha un cerimoniale tra i più rigorosi al mondo. Di esso abbiamo conosciuto alcune novità grazie alla testimonianza del nostro socio Mario Cantuti Castelvetri, Gentiluomo di Sua Santità.
Brevi video hanno proposto emozionanti immagini di momenti e figure familiari: l’Habemus Papam con le prime dichiarazioni di Papa Wojtyla; il discorso alla Luna di Papa Giovanni XXIII e di momenti del suo rivoluzionario pontificato nel quale convivevano simboli del passato: il triregno, la sedia gestatoria, insieme alle novità dei gesti e degli atti pieni di umanità come la visita ai carcerati. Nel video, altre novità degli ultimi tempi: la utilitaria di Papa Francesco, la papamobile, la borsa nera che porta nei suoi spostamenti fuori Roma, l’apertura delle Porte Sante a Bangui e in Vaticano.
Nel corso del suo interessante e breve intervento, Mario Cantuti ha spiegato il ruolo di Papa Paolo VI° nella rivoluzione del cerimoniale, dove, oltre all’abbandono della sedia gestatoria, decise la eliminazione della scorta d’onore e del seguito presente nelle cerimonie dello Stato del Vaticano. Al loro posto scelse un piccolo nucleo di “Gentiluomini del Vaticano” che si prendono cura dei capi di Stato e del loro seguito durante le visite.
Particolarmente significativi alcuni aneddoti sulle personalità in visita. Tra gli altri:

  • la differenza tra la tensione preliminare che si percepisce in tutti i visitatori e la fase successiva all’incontro col Pontefice, che vede tutti gli ospiti più rilassati;
  • la commozione senza freni della moglie di Bush sr.;
  • il tema della conversazione di Mario Cantuti con Hillary Clinton sulla sanità in Italia e la sua incredulità che la gratuità fosse per tutti. Sicuramente un piccolo contributo alla realizzazione della storica riforma (il cosiddetto Obamacare) ora sotto attacco dal Presidente in carica.

Incontri Multilaterali
Come ultimo video sono state proiettate immagini del G7 di Taormina, per partire dall’attualità e ricevere indicazioni sulle particolari complessità di questi incontri il cui cerimoniale è assai delicato.
Si scontrano esigenze di rispetto formale dell’eguaglianza tra partecipanti (ordine alfabetico degli Stati secondo l’alfabeto della istituzione ospitante; tavoli rotondi;..) e ordini di priorità (negli arrivi delle delegazioni, nei posti al tavolo di riunioni e nei pranzi, nelle foto di gruppo,..) dettati invece dal rango e dall’anzianità nell’incarico.

 

Le regole del cerimoniale di ogni Stato sono il frutto di lunga evoluzione del pensiero filosofico, di quello politico, dei cambiamenti nella struttura del potere e della struttura sociale, della diffusione della cultura. Questi mutamenti della sostanza (es. dall’assolutismo alla democrazia; il ruolo crescente delle classi intermedie; ecc.) hanno determinato la necessità di regolamentare le forme di relazione tra istituzioni non più dinastiche, dirette pro tempore da persone che si succedono negli incarichi.

Le forme hanno una storia e fanno riferimento ad una sostanza, oltre che ad un valore morale, poiché comportano l’ossequio di regole, anche di quelle che non fanno comodo.

Significative, al riguardo, alcune citazione dall’ultimo libro del dr. Sgrelli tra le quali quella di Goethe che dice: Non c’è segno di cortesia che non abbia una profonda ragione morale e quella di E.Hemingway che afferma: Lo stile è la giusta maniera di fare”.

Il moltiplicarsi nelle nazioni riconosciute e degli organismi multilaterali aumentano le occasioni in cui un Paese si espone al giudizio degli altri attraverso i luoghi e/o i suoi rappresentanti. Un tempo ci si potevano permettere gesti di arroganza o di civetteria che oggi sono sempre meno tollerati sia dalle istituzioni che dall’opinione pubblica e quindi, a queste “vetrine” occorre partecipare conoscendo ed attenendosi alle regole di salvaguardia fornite dal Cerimoniale Istituzionale.