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E con essi chiusa in una stanza

di Pina Palermo – Pioda Imaging Edizioni

E con essi chiusa in una stanzaQuesto secondo libro di Pina Palermo, nata ad Accettura (Pz) esce a distanza di 4 anni dal suo romanzo d’esordio “E non più foglia morta” anch’esso con un titolo misterioso che segnala la propensione narrativa dell’autrice verso l’introspezione, la riflessione e la ricerca interpretativa anche dei gesti e degli accadimenti più rutinari.

Il primo romanzo ha una sua unità di luogo, Roma, ed una prevalente attenzione agli aspetti relazionali in ambiti sociali dolenti, di emarginati nel presente più che di protagonisti del presente.

Invece, il nuovo lavoro di Pina Palermo E con essi chiusi in una stanza (anch’esso nei tipi di Priola Imaging Edizioni), contrariamente al titolo, spazia nel tempo e assai spesso in luoghi diversi e lontani le cui vicende si riflettono poi sull’umanità di Accettura.

Infatti, le storie dei capostipiti della famiglia che si succedono nel corso di più di un secolo di vita evocano e sono anche influenzati dagli accadimenti della Grande Storia.

Fatti che avvengono spesso in luoghi lontani come quelli delle battaglie della prima e della seconda Guerra Mondiale; nei centri decisionali e del lavoro di Roma e Milano; nelle miniere di carbone di Zollverein o nel campo di lavoro coatto di Dachau, in Germania. Luoghi noti come destinazioni di dolorose emigrazioni o, addirittura, emblemi delle maggiori tragedie contemporanee che hanno avuto tra le loro vittime anche persone di borghi lucani come Accettura.

Altri fatti della Grande Storia pure evocati nel libro della Palermo hanno avuto luogo nel territorio di Accettura e dintorni, come le vicende del Brigantaggio pre e post unitario, che hanno coinvolto drammaticamente gli abitanti delle comunità interessate, anche quelle non direttamente impegnate negli scontri armati.

Il rapporto col territorio è costante nel libro E con essi chiusi in una stanza”.

La descrizione di vicende meno drammatiche e di ordinario disagio fa emergere la fatica esistenziale nella vita del borgo, come le difficoltà oggi inimmaginabili dei più semplici spostamenti tra località contigue richiesti da elementari necessità di vita o da adempimenti burocratici. Questa necessità di appoggiarsi ad altri per la soluzione di problemi anche minimi è puntualmente evocata nel libro perché i fatti narrati non si svolgono davvero …. ..chiusi in una stanza!

C’è infatti un continuo rapportarsi dei protagonisti con un altrove vicino ad Accettura o lontano da essa. E i vari personaggi della famiglia descritti in questa saga familiare interagiscono frequentemente con altri, dentro e fuori Accettura, facendo emergere chiaramente un atteggiamento mentale ed una pratica relazionale di una intera comunità magari dolente ma né chiusa né ignorante.

Si vive nella situazione socio economica strutturalmente insoddisfacente allora tipica della Basilicata e dell’intero Mezzogiorno che i protagonisti dimostrano di non non accettarla passivamente, di fronteggiarla dignitosamente, senza eccessi ribellistici ma ricercando ogni spazio per andare avanti. Con determinazione ed integrità.

Ed è forse proprio questo il lascito familiare più importante che i personaggi principali del romanzo Marco, Gaia, Flaminia ricaveranno dalla loro ansia di conoscenza delle radici, dalla spasmodica sollecitazione ai familiari più anziani di ricordare e raccontare. Un esercizio che sarà loro utile per capire e decodificare i propri atteggiamenti, in cui riconosceranno aspetti della personalità dei parenti-narratori.

Sul piano dello stile letterario, la passione per la pittura di Pina Palermo influenza chiaramente la sua scrittura che è assai elegante, ricca non solo di dotti richiami ma soprattutto di una semantica evocatrice di colori, atmosfere, paesaggi e di situazioni.

Per altre e più approfondite riflessioni psicologiche sul mondo evocato dall’autrice si rinvia ad alcune schede disponibili sul web (Amazon, Accetturaonline, Sassilive,..) e, soprattutto, alla bellissima prefazione di Volfgango Lusetti.