Eventi dell'Associazione

Sonorità della musica popolare lucana

Venerdì 26 gennaio 2018 – ore 19, Via Nizza 56 – Roma 

Da un paio d’anni la serata di apertura della programmazione propone il tema della musica popolare lucana nei suoi vari aspetti strumentali e vocali.

Quest’anno è stato proposto il caso unico ed irripetibile della cultura musicale di alcune località lucane in Val d’Agri e dintorni, caratterizzate da un connubio raro di musica popolare e musica colta.

Arpa Viggianese

A Viggiano, tra Settecento e Novecento ci sono state esperienze musicali in cui si sono mescolati in modo sorprendente musici di strada e virtuosi interpreti di orchestra; artigiani del legno e liutai raffinati; esecutori a orecchio ed ottimi compositori. Dell’arpa, gli artigiani della Val d’Agri crearono una variante: l’arpa viggianese.

La cultura musicale di questo microcosmo lucano riguardò anche altri strumenti ed aspetti musicali e non rimase circoscritta tra le vette dell’Appennino ma si diffuse e si pose in relazione con i centri musicali delle città borboniche, del resto d’Europa e perfino delle Americhe.

Ne hanno parlato Gaetano Caiazza, Presidente della proloco di Viggiano e l’artista Daniela Ippolito, materana, musicista, bravissima interprete di canzoni ed apprezzatissima divulgatrice.

Il dr. Caiazza, farmacista, universalmente chiamato Nino in Basilicata, è un appassionato ricercatore di storie, tradizioni, dialetti lucani, ecc. che studia non solo come esercizio di recupero della memoria ma per trovare i fondamenti di una giusta autostima di utile sostegno alle motivazioni di coloro che rimangono in Basilicata. Svolgendo in questo modo anche una rilevante funzione di operatore sociale.
Le sue ricerche sulle sonorità e la strumentazione usata nella musica di strada dagli artisti girovaghi lucani sono state occasione di conoscenza e collaborazione con Daniela Ippolito, talentuosa musicista che avremo l’occasione preziosa di conoscere.

Con la proiezione di alcuni brani video sono stati ricordati strumenti consueti della tradizione musicale lucana (cupa cupa, ciaramella, organetto, zampognari, ecc.) ed ascoltate alcune esecuzioni, tra le quali quella di 5 organetti, da noi registrata ad Armento (PZ) nel 2016. I brani sono serviti per richiamare motivi della musica popolare lucana anche per far apprezzare le differenze con le esecuzioni di arpa.

Durante la serata, Daniela ha proposto musica tradizionale, antichi canti lucani, brani di musica moderna, musica commemorativa. Appartengono a questa categoria due brani di musica ebraica eseguiti per la ricorrenza della Shoà, un gesto che ha toccato il pubblico cui la Ippolito ha trasmesso la sua commozione.

Per le sonorità lucane brani diversi e bellissimi: dalla ninna nanna, a musiche arbereshe di Barile, alla tarantella armentese ed altre evocazioni sonore. Tutte le esecuzioni hanno consentito di apprezzare l’arpa come uno strumento integrato alla voce. Come nel caso della Ippolito che ha usato con bravura non facendo avvertire l’assenza di altri strumenti.

Una esperienza molto apprezzata dal pubblico numerosissimo che ha visto nel successo dell’evento anche un buon auspicio per la programmazione 2018.