Cucina e identità. Viaggio nella cultura culinaria del popolo armeno
Venerdì 25 MAGGIO, ore 19,30, Via Nizza 56

Venerdì 25 maggio si è svolto l’atteso incontro con Sonya Orfalian sulla storia e la cultura armena. Nella sua introduzione la preside Emma Urgesi, vice presidente della nostra Associazione, ha ricordato l’enormità della tragedia armena e la duplice sfortuna: lo sterminio di massa della popolazione quasi un secolo fa e la negazione dell’accaduto.
Proprio su questo aspetto la Orfalian è tra le personalità armene una delle più impegnate nella rivendicazione del “diritto alla memoria” insieme ad Antonia Arsalan, autrice del libro La masseria delle allodole da cui è tratto l’omonimo film dei fratelli Taviani.
Sonya Orfalian, artista, scrittrice, traduttrice, nata a Tripoli da esuli armeni ha scritto il libro La cucina d’Armenia: viaggio nella cultura di un popolo, che non è un semplice libro di ricette. Per gli armeni, la cucina è stata una delle poche possibilità per il mantenimento dell’identità di un popolo che ha subito un genocidio da parte dei turchi una prima volta nel 1895 e poi tra il 1914 e il 1922 con un milione e mezzo di morti.
Oltre che per queste tragedie, la millenaria cultura armena è meritevole di essere conosciuta per la sua grande rilevanza anche fuori dalla zona del Caucaso. Tracce rilevanti della cultura armena si trovano in molte regioni italiane e tra esse la Basilicata. A Forenza (PZ) si trova il Monastero di S.Maria degli Armeni e la località Monte dell’Armenia e poi a Matera la chiesa dedicata a S.Maria de Armenis, all’imbocco dei Sassi.
L’Armenia è un paese importante nell’oriente cristiano (forse la prima terra cristiana al mondo) e in varie chiese italiane (es. Basilica del Santo, a Padova), si svolgono cerimonie di rito armeno-cattolico.
Sonya, con la sua opera definita da Curzio Maltese un manuale di ricette bello come un romanzo, contribuisce a preservare la cultura armena e a farla conoscere. Dal 15 al 20 maggio è andata in scena a Roma, al Teatro India, la rappresentazione teatrale La cena Armena, ricavata dal testo di Sony Orfalian e che ha registrato un ottimo successo di pubblico.
L’uso di molte immagini ha reso molto incisiva una presentazione snella, dai toni pacati seguita con attenzione dai partecipanti come dimostrano i numerosi interventi. Tra questi da segnalare quello di Luigi Noviello, ingegnere nucleare che è stato nella giovane Repubblica d’Armenia (1991) per aiutarli nella modernizzazione e riattivazione della centrale atomica, necessaria per l’autonomia energetica.
Articolo aggiornato con le foto dell’evento!


Manager, consulente, studioso di questioni internazionali, autore di un corposo saggio in materia, Antonino Andreotti proporrà in modo semplice i complessi problemi evocati dal termine globalizzazione. Parlerà di rivoluzione elettronica, integrazione dei mercati, di liberalizzazione dei capitali e della loro migrazione, oltre a quella di persone dal sud e dall’est del mondo verso i Paesi avanzati. Il tutto con effetti complessi e di segno diverso, come l’abbassamento di costi e prezzi di prodotti industriali ma anche di crisi finanziarie internazionali, alle prese con le quali l’Italia sconta anche propri ritardi e proprie criticità.
Nel corso della serata, vi sarà anche un breve “inserto” su un tema d’arte per segnalare la mostra del pittore risorgimentale lucano Michele Tedesco, curata dalla Pinacoteca Provinciale di Potenza. Accogliendo una richiesta della Direzione, sarà illustrata brevemente e fornita documentazione dell’importante esposizione di cui è stata prorogata la chiusura.