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Anniversario di Carlo Levi: riflessione sui rapporti con la Basilicata di personalità della cultura

Mercoledì 27 MAGGIO, ore 19:00 – Via Nizza, 56 – Roma

Nel 2015, ricorrono tre anniversari leviani: l’80° del suo confino, il 70° della pubblicazione del Cristo s’è fermato a Eboli e il 40° della morte.

Carlo Levi è il più noto delle numerose personalità (della cultura, della politica, delle professioni, ecc.) che nel II dopoguerra hanno contribuito a far conoscere ed evolvere la regione dalla marginalità.

Rocco-MazzaroneIl loro importante ruolo è documentato da ricerche di notorietà mondiale, libri, film, opere architettoniche ed artistiche, di cui è necessario recuperare la memoria.
Le ricerche socio-culturali ed economiche più significative del Sud hanno avuto luogo in Basilicata.

Oltre a Levi, ritornato in Basilicata numerose volte e sepolto ad Aliano (MT), sono da ricordare: Adriano Olivetti, Manlio Rossi Doria, Ernesto De Martino, Frederick Friedman, Edward Banfield, George Peck, Franco Rosi, Pier Paolo Pasolini, Henry Cartier Bresson, ecc.

Matera e Adriano OlivettiTutti hanno interagito con esponenti della cultura lucana come  Rocco Scotellaro, Rocco Mazzarone, Albino e Leonardo Sacco, ecc. contribuendo a sviluppare una classe intellettuale che ha scelto di operare nel territorio per collaborare al suo sviluppo. 

Questo primo inquadramento generale del rapporto tra esponenti esterni della cultura e operatori lucani sul territorio, è stato fatto dal n/s Presidente onorario, prof. Giampaolo  D’Andrea, Capo Gabinetto del MiBACT con una conversazione accompagnata da brevi filmati su Carlo Levi, Rocco Scotellaro e Adriano Olivetti.

Al riguardo, si segnalano: il video su Carlo Levi con il paesaggio e la popolazione di Aliano realizzato dall’Arch. Lodovico Alessandri, presente in sala; i brani su Rocco Scotellaro tratti dal documentario realizzato dal grande regista Pupi Avati ; il breve, bellissimo servizio Rai di Rocco Brancati sul rapporto tra Olivetti e Matera.

Dopo i video, la prof.ssa Rachele Di Gilio ha letto la prima pagina del 1° capitolo del Cristo s’è fermato ad Eboli dalla quale emerge l’attenzione e l’affetto di Levi per la gente di Basilicata che fanno presagire il suo ritorno, come poi avverrà.

Il prof. D’Andrea, prima di sottolineare alcuni passaggi dei video proiettati, ha ricordato alcuni nomi e categorie di grandi uomini di cultura che nel passato hanno avuto rapporti con la Basilicata: il pittore Salvator Rosa; il compositore Leoncavallo; i viaggiatori inglesi e tedeschi che dalla fine del ‘700 all’’800 sono stati attratti dalla storia e dall’archeologia, e altri.

Diverse le motivazioni alla base delle visite e soggiorni di personalità della cultura nel II dopoguerra, in prevalenza sociologi e socio economisti impegnati in ricerche per analizzare le necessità e individuare possibili soluzioni utili alla modernizzazione dei sistemi e delle condizioni di vita. E necessarie per evitare l’esplosione di conflitti sociali.

Con questi operatori culturali hanno interagito personalità lucane come Rocco Scotellaro e Rocco Mazzarone, entrambi di Tricarico, Albino e Leonardo Sacco che, insieme ad altri corregionali avevano la consapevolezza che il riscatto non poteva essere operato solo con interventi esterni ma richiedeva anche una consapevolezza ed una presa in carico diretta di un ruolo nello sviluppo da parte di chi era rimasto nel territorio.

In una nota, lo storico dell’arte Giuseppe Appella ricorda che oltre alle personalità “esterne” più citate (Levi, a Friedman, Olivetti, Banfeld, Pasolini, ecc) sono passati in Basilicata molti pittori e scultori (tra gli italiani, Campligli, Cascella, Gentilini, Rotella, Scialoja, Turcato, ecc) che, insieme ai fotografi sono stati i veri ambasciatori nel mondo della cultura e hanno più degli altri permesso il risultato di Matera 2019.

D’Andrea, nell’accogliere questa opportuna segnalazione ha affermato che tutte queste personalità della cultura hanno dato molto ma hanno ricevuto molto dalla Basilicata e per questo ne sono diventati spesso dei convinti testimonial.

Hanno interagito con il relatore, Antonio Grassi, che ha conosciuto benissimo Rocco Mazzarone e il giornalista de LA7 , Franco Rina.

Al termine, la degustazione dei prodotti offerti dalla macelleria Rapanaro Rosa (Grassano, MT) ed il vino Aglianico del Vulture della Cantina il Basilisco (Barile, PZ) hanno testimoniato a loro modo l’attualità dell’imperativo di trovare nel territorio le energie per assicurarsi un futuro, senza dipendere sempre e solo da apporti esterni.

Le foto dell’evento