Libri

Autori Lucani: nuove pubblicazioni

Malgrado tutte le difficoltà del 2020, è proseguita la pubblicazione di libri su molteplici aspetti della realtà del Meridione e della Basilicata in particolare.
Tra quelli segnalati alla nostra redazione si segnalano alcuni titoli di narrativa e di saggistica su: comunità (Nova Siri, San Chirico Raparo); vicende della storia risorgimentale e post-unitaria; personaggi lucani; ricerche sulle tradizioni musicali con finalità di conoscenza, divulgazione didattica e fruizione concertistica.

Le note che accompagnano la segnalazione dei testi sono ricavate in gran parte dalle sinossi inviate dagli autori o dalle case editrici.

 

NOVA SIRI. STORIA E FOLCLORE
Nicola Cirigliano

Nicola Cirigliano ha scritto la monografia “NOVA SIRI – STORIA E FOLCLORE” per offrire alla comunità cittadina ed al resto della regione un’opera che sistematizza ricordi e narrazioni sulla storia del borgo.
Il volume, corredato di documenti inediti ed arricchito da immagini particolarmente significative, può contribuire alla valorizzazione degli aspetti naturali, paesaggistici e storico-culturali del territorio.
L’opera si affianca a recenti monografie su altri comuni lucani e, nei fatti, serve ad incoraggiare iniziative di questo tipo che nel loro insieme possano fornire una visione panoramica del passato analizzato però con la visione del XXI secolo.

Queste operazioni editoriali oltre a far conoscere la storia del paese sono anche uno strumento per far capire le specificità che lo caratterizzano e fornire agli abitanti elementi di riferimento per una cittadinanza attiva. Al riguardo Nicola Cirigliano afferma:” La consapevolezza delle umane vicissitudini del paese in cui si nasce, dà al cittadino una distinta personalità ed un senso di giusta dignità, presupposto base di una qualsiasi interazione socio-politica e trasforma, come ben diceva Benedetto croce, la storia in storiografia”.

Indicazioni per l’acquisto: Il volume di 577 pagine è disponibile in cartaceo su Amazon

 

 

NICOLA MARIA MAGALDI. UN PROTAGONISTA DEL RISORGIMENTO IN BASILICATA
Giuseppe Aloisio
Edizioni del Faro, 2019

Giuseppe Aloisio, docente lucano presso un Istituto di Istruzione Superiore di Domodossola (VB) è un appassionato di studi storici relativi alle vicende risorgimentali che hanno caratterizzato la nostra regione ed ha pubblicato di recente l’interessante saggio “Nicola Maria Magaldi – Un protagonista del Risorgimento in Basilicata”.

E’ la biografia di un illustre personaggio lucano, Nicola Maria Magaldi nato a S.Chirico Raparo (PZ) il 5 maggio 1822, con un ruolo importante nel contesto politico che portò alla proclamazione dell’Unità d’Italia in quella che all’epoca veniva definita la Provincia di Basilicata. Prima regione del Mezzogiorno continentale ad aderire all’Italia Unita la cui insurrezione, estesasi ben presto alle regioni limitrofe, agevolò l’avanzata dei garibaldini.

Maria Nicola Magaldi, che aveva partecipato attivamente ai moti del 1848 e dopo il loro fallimento venne arrestato per tre mesi, fu Segretario del Governo Prodittatoriale Lucano, insediatosi in nome di Garibaldi e di Vittorio Emanuele II dopo l’Insurrezione del 18 Agosto 1860 a Potenza. Collaborò attivamente con i due Prodittatori: Giacinto Albini, di Montemurro, e Nicola Mignogna, di Taranto, amico di Garibaldi e, grazie al prestigio di cui godeva, venne chiamato a far parte della delegazione lucana ricevuta a Napoli dal Re d’Italia Vittorio Emanuele II l’11 novembre 1860.
L’indagine dell’autore si snoda su più piani, con continui passaggi che riportano la realtà di un piccolo centro dell’entroterra lucano, San Chirico Raparo nel più vasto ambito regionale e alle vicende nazionali.

Magaldi emerge dalla ricerca storica come un uomo che amava profondamente la sua terra e come persona di grande integrità morale e civile. Da onesto liberale non approfittò della propria posizione di artefice della insurrezione lucana e della costituzione del suo governo provvisorio. Infatti, dopo averne fatto parte, lasciò ogni incarico e ritornò alla vita di avvocato perché la rivoluzione liberale della Lucania si rivelò una rivoluzione a metà deludendo le aspettative della popolazione per il conservatorismo dei nuovi governanti ed il mantenimento nei fatti dello “status quo”. Si fece quasi nulla per migliorare la condizione di estrema povertà ed emarginazione, innalzare il livello di istruzione, promuovere riforme sociali ed economiche, creare infrastrutture per rendere accessibili le aree interne.

Nicola Maria Magaldi, come altri liberali ispiratori e promotori della rivoluzione, rimase colpito dai moti di ribellione dei contadini (tra le origini del brigantaggio) che caratterizzò la storia della Lucania per un decennio. Ma per la stima goduta, venne eletto consigliere provinciale per il mandamento di San Chirico Raparo, incarico che però non riuscì neppure ad intraprendere dal momento che la morte lo colse a soli 39 anni di età!

Per tutto questo, il lavoro di ricerca storica svolto da Giuseppe Aloisio è un contributo di grande importanza perché arricchisce la conoscenza della partecipazione lucana alla costruzione dell’Unità d’Italia ed integra il gran lavoro fatto dagli storici su vicende e personaggi lucani in occasione del 150° dell’unità d’Italia.

 

 

TERRE DI LUCANIA. COMPOSIZIONI, ELABORAZIONI, ARRANGIAMENTI PER CORO E ORCHESTRA TRATTI DALLA CULTURA TRADIZIONALE LUCANA
Carmine Lista –
 Studiomusicalicata-Edizioni Musicali 2020

Carmine Lista, dopo aver studiato chitarra nei conservatori di Bari e di Matera e direzione corale a Ravenna, svolge una intensa attività concertistica sia come chitarrista che come Direttore di Coro.
In aggiunta, ha svolto una attività di ricerca per la riscoperta di tradizioni musicali lucane, per la loro sistemazione e pubblicazione con finalità didattiche e divulgative.

L’opera di Carmine Lista, rivolta a studenti degli istituti superiori di 1° e 2° grado ad indirizzo musicale e non, a studenti dei licei musicali e coreutici, a studenti dei conservatori della Regione Basilicata e agli interessati in generale, propone brani della cultura tradizionale lucana insieme ad altri della cultura tradizionale nazionale.

Il livello delle elaborazioni e delle composizioni originali, corali e strumentali, completi di parti e partitura, si presentano come abbastanza semplici nella comprensione e nell’esecuzione.

L’opera riassume le storie, gli usi ed i costumi del popolo lucano e per questo motivo i testi sono in lingua tradizionale propria dei paesi dove hanno avuto origine, e nel contempo è concepita sia come un arricchimento dell’offerta formativa nelle scuole di ogni ordine e grado e sia come forma di studio per la musica d’insieme. Per questo motivo le partiture (del tutto inedite quelle per coro e orchestra) si prestano sia per l’esecuzione di formazioni corali che per l’utilizzo nei balletti e/o rappresentazioni teatrali con scene, coreografie e costumi propri della Basilicata.

Il volume è un’opera molto ricca, con testi, spartiti e suggestive immagini. Tra i testi, si segnalano i tre componimenti di Giuseppe Maria Lotano, poeta, scrittore ricercatore già presente in questa rubrica Libri con un’apposita scheda. Il primo è un omaggio ai MAESTRI di musica (pag.5), le altre due composizioni in dialetto castelgrandese VOGLJ SAPE’ e CR CRJATUR, sono diventati il testo narrativo di due motivi della tradizione lucana.

RIFERIMENTI per l’acquisto tel. 328 4650606

 

 

IL PETROLIO DI ALARICO
Rocco Donato AlbertiGruppo Albatros Il Filo, 2020

Rocco Donato Alberti, nato nel 1965 a Calvello (PZ), da giovane si è appassionato alla letteratura, alla storia e al teatro.

Ha scritto diverse commedie comiche in vernacolo, curandone la regia. Ha collaborato con la rivista meridionalista “La Grande Lucania” oltre con il mensile locale “Il Giornale di Calvello”. Tra le sue opere di narrativa: Fuga dall’umanità, romanzo d’esordio pubblicato da Albatros nel 2007 ed I riflessi dell’essere (Albatros 2013). Il petrolio di Alarico è uscito postumo a causa dell’improvvisa scomparsa il 15 marzo 2019 e la sua pubblicazione è stata curata da Roberta Alberti, sorella dell’autore.

Questa terza opera di Rocco Donato Alberti ha una struttura stilistica a metà strada tra il romanzo storico e il genere della fantapolitica, nella quale egli racconta la sua Basilicata tra passato, presente ed un futuro immaginario. E in un questo scenario temporale inserisce personaggi a tinte fosche alle prese con ribellioni territoriali, affari poco puliti, sentimenti senza logica, mutamenti climatici e addirittura genetici.

C’è molta Storia, perché l’autore cita dottamente episodi reali che hanno caratterizzato la Nazione e la sua regione in anni più o meno recenti.

C’è altrettanta attualità quando descrive due delle principali ricchezze della terra lucana (insieme alla cultura e alla natura di luoghi in gran parte ancora incontaminati): l’acqua, i cui invasi contribuiscono anche ai rifornimenti idrici della vicina Puglia, e il petrolio, con il comparto estrattivo della Val d’Agri che costituisce un’importante riserva nazionale sul fronte energetico.

Quanto agli scenari futuri prefigurati, Alberti lascia immaginare il ritorno della monarchia, con un sovrano controverso alla guida di un Paese dilaniato dalle pulsioni secessionistiche che lo attraversano da Nord a Sud. E qui si inserisce una sorta di nuova Resistenza, tutta meridionale, nella quale non si disdegnano azioni dimostrative forti e persino attentati.

L’autore, prematuramente scomparso, con il titolo del romanzo fa riferimento al leggendario tesoro di Alarico, un insieme di oro, argento e altri preziosi che sarebbero stati sepolti, insieme al re dei Visigoti nel letto del fiume Basento dopo il “sacco di Roma”. Un riferimento carico di simboli perché, secondo l’autore, la Basilicata aveva il suo tesoro (Acqua e petrolio, natura e cultura) di cui è stata depredata..

NB. Questa scheda è stata redatta utilizzando brani di una commossa recensione fatta dal giornalista Angelo Caputo amico e grande estimatore dell’autore. Una stima ed un’attenzione che ci piace segnalare perché Rocco Donato Alberti è autore di vari interessi che, se avesse avuto più tempo, avrebbe descritto in altre pubblicazioni. Ed è probabilmente solo per occasionale circostanza che il suo ultimo libro si occupi, tra le altre cose, anche di un tema ricorrente nelle pubblicazioni lucane degli ultimi 10 anni (benchè ricerca e produzione siano iniziate nel 1955, con l’ENI di Mattei!).