Eventi dell'Associazione

Dimore Storiche in Basilicata

dimore

Venerdì 21 febbraio 2020 – ore 19.00
Via Nizza 56, Roma

Dimore Storiche in Basilicata: storia, riuso, sviluppo dei borghi.

Sommario
Questo appuntamento della programmazione 2020 è stato un convegno tra n/s associati proprietari di Dimore Storiche, l’ADSI Basilicata, esperti, amministratori locali.

Per chiarire  i punti in discussione e sveltire i lavori, sono state proiettate immagini che hanno definito con chiarezza i termini del problema, consentito ai numerosissimi partecipanti di comprendere il valore di questi beni architettonici per i borghi in cui si trovano ma anche avere consapevolezza dei problemi della loro conservazione e del loro riuso in modi funzionali allo sviluppo economico e socio culturale dei territori.

Come nello stile dell’Associazione dei Lucani a Roma, è stata dedicata più attenzione al futuro delle Dimore Storiche che al loro passato.  E questo ha consentito di apprendere molte cose sulle diverse funzioni d’uso in essere (dimore di uso esclusivo, centri museali, strutture per l’accoglienza di alta qualità, ecc.) e sulle diverse linee d’azione per realizzare i risultati. Infatti i casi di successo sembrano essere il risultato di soluzioni basate sulle “specificità” dei luoghi e dell’immobile e non della replica di soluzioni standard.

Un messaggio chiaro sulla necessità che un riuso di successo è il risultato di molti fattori concorrenti e di strategie site-specific.


Si è svolto con una grande affluenza di pubblico l’incontro per parlare del patrimonio storico architettonico privato (Castelli, Cappelle Gentilizie, Palazzi, Masserie,..) ristrutturato o in via di ristrutturazione in Basilicata. Un patrimonio che i singoli privati e in modo più organico l’Associazione Nazionale Dimore Storiche Italiane – ASDI/Basilicata (presieduta dal prof. Eugenio Martuscelli) si stanno  adoperando per valorizzarlo non solo a fini privati ma anche di più ampia fruizione di tipo storico-culturale  e come  strumento di sviluppo territoriale.

Senza entrare in analisi che richiederebbero uno spazio maggiore, le Dimore Storiche di cui si parla non sono più testimonianza di diseguaglianze sociali ma strutture i cui proprietari si confrontano con problematiche comuni ai proprietari di immobili (contrasto del degrado, rispetto dei sacrifici del passato, essere di qualche utilità nel presente dei territori,..).

Nell’incontro del 21 febbraio, a Roma,  sono stati ripresi i temi discussi nel convegno a Matera del 19 ottobre 2019 al quale hanno preso parte, oltre al Presidente Nazionale dell’ ADSI Giacomo Thiene e quello della Basilicata Eugenio Martuscelli, anche il Presidente della Giunta Regionale  Vito Bardi.

Una presenza rilevante per le considerazioni sul ruolo ed il significato dei beni storici di proprietà privata ma anche per la volontà espressa dal Presidente Bardi di promuovere un disegno di legge regionale per rivitalizzare i centri storici nei borghi e nelle città lucane attraverso la valorizzazione del patrimonio storico-edilizio.

Voi siete i custodi materiali della memoria storica della nostra regione – ha detto Bardi rivolto ai partecipanti. E’ grazie a voi, alla vostra passione, alle vostre cure quotidiane che viene mantenuto in piedi un tessuto artistico, culturale e storico che non ha eguali in Europa e nel mondo. Alcuni di voi sono proprietari di beni che sono da secoli nella disponibilità delle loro famiglie. Altri, invece, hanno acquistato per passione dimore storiche di pregio che rappresentano una parte consistente del nostro patrimonio. Mi rendo perfettamente conto di tutte le difficoltà che quotidianamente sopportate. Ed è proprio per venirvi incontro e per rivitalizzare i centri storici dei nostri paesi e delle nostre città che ho intenzione di proporre un disegno di legge regionale che tuteli e valorizzi il patrimonio storico-edilizio. Gli antichi palazzi devono trovare una funzione moderna perché la storia non va solo vissuta ma anche raccontata. Per ogni sito dobbiamo costruire un momento di connessione pubblico-privato che non si fermi alle sole giornate del FAI

Per queste finalità, nel Convegno di Matera si è discusso della necessità di censire i beni culturali privati al fine di individuare possibili sinergie perché l’attuale crisi economica impone una forte integrazione con enti pubblici e centri del sapere (Università, prestigiosi operatori del turismo culturale, esperti di marketing del territorio, ecc.).

Temi ripresi in questo convegno dell’Associazione dei Lucani a Roma nel corso del quale si è parlato di aspetti generali ma soprattutto delle specifiche esperienze dei titolari di 6 dimore storiche appartenuti o nella proprietà di altrettanti associati.

I lavori introdotti e coordinati dal Prof. Donato Tamblè, già Direttore dei Beni archivistici della Basilicata e poi del Lazio, si sono articolati in queste fasi salienti:

Fase 1
Proiezioni della sequenza di immagini realizzata da Alessandro  Martino dei luoghi e delle strutture esemplificatrici di varie e diverse tipologie di dimore storiche lucane:

  • in uso esclusivo dei proprietari,
  • contenitori museali (Museo Ajello, Pinacoteca d’Errico, Castello di Valsinni)
  • inserite nell’offerta turistica.

Una presentazione molto apprezzata che ha chiarito l’ambito della discussione e fatto conoscere ai partecipanti architetture e luoghi della Basilicata.

Fase 2
Relazione del prof. Tamblè sul ruolo determinante degli archivi nella ricostruzione della  storia  familiare, dei grandi eventi sociali del territorio, delle vicende proprietarie ma anche degli interventi strutturali per manutenzioni e rifacimenti.

Il prof. Tamblè, nel citare brevemente alcuni dei numerosissimi Archivi familiari, ha ricordato il loro ruolo fondamentale nella scoperta di importanti vicende del territorio che hanno contribuito non poco ad una immagine diversa della Basilicata, erroneamente descritta e tuttora vissuta come terra incognita, lontana dalla storia e dalle grandi evoluzioni culturali.

Fase 3
Presentazione del prof. Eugenio Martuscelli, Presidente di ADSI Basilicata, delle principali iniziative per rendere più incisiva ed efficacia l’azione dell’Associazione. Tra le più importanti, la richiesta di  un provvedimento legislativo regionale finalizzato alla messa a reddito  delle dimore storiche, sulla scorta di quanto già realizzato recentemente dalla Regione Toscana (che ha voluto dedicare un articolo a parte, il 58, agli aspetti normativi delle“Residenze d’epoca”).  Secondo Martuscelli,  una normativa ad hoc delle strutture extra alberghiere residenziali, con la specificità del vincolo, faciliterebbe di molto chi volesse mettere a reddito la propria dimora o volesse investire in una dimora storica, magari in stato di abbandono.

Il Presidente della Giunta Regionale Vito Bardi si è mostrato molto attento alla questione e ha assicurato un suo interessamento.

Altre iniziative riguardano le aperture delle case degli associati in occasione di ricorrenze come la Giornata Nazionale ADSI del 24 maggio; la premiazione di borse di studio, ecc.
Iniziative che potranno essere ancora maggiori e più incisive in relazione alla forza e alla “rappresentatività” che l’ADSI potrà avere se i proprietari di Dimore Storiche  lucane aderiranno e forniranno il loro contributo di idee al sodalizio.

Per ADSI Basilicata, da segnalare il breve ed interessantissimo intervento del Past-President avv. Francesco Scardaccione che ha citato il ruolo fondamentale degli archivi nella conoscenza e ricostruzione storica dalla tenuta La Cavallerizza in agro di Sant’Arcangelo. Gli attuali ruderi, con la loro imponenza testimoniano le grandi dimensioni del complesso nel quale si allevavano i cavalli di razza napoletani, i preferiti dai regnanti.

Fase 4
Presentazione delle Dimore Storiche di nostri associati nei comuni di Brienza, Genzano di L., Missanello, Muro L., Nemoli, Roccanova.

Precedute dalle immagini del luogo e di ciascuna dimora storica, i singoli associati hanno parlato brevemente della condizione strutturale dell’immobile e del tipo di fruizione attuale o in prospettiva, secondo questa sequenza:

  • Eugenio Martuscelli, oltre ad alcune immagini del castello di Muro Lucano, ha fornito cenni sulla secolare storia del castello, soprattutto con riferimento alle vicende della regina Giovanna d’Angiò che vi fu confinata e poi fatta assassinare. Altre bellissime immagini e didascalie hanno riguardato altre vicende incluse quelle legate a due devastanti terremoti, il più recente dei quali negli anni ottanta del secolo scorso.
  • Paolo Continanza, tra i soci fondatori dell’ADSI Basilicata, ha ricordato le motivazioni per la rilevanza storica e strutturale di Palazzo Fortunato, a Roccanova. Un immobile con vincolo monumentale per essere un interessante episodio dell’architettura del XIX secolo e per essere testimonianza di un lascito culturale della Famiglia Fortunato, membri di quella parte della borghesia che ha contribuito allo svecchiamento della cultura produttiva e sociale del territorio. Una connotazione comune a molte famiglie borghesi pre e post unitarie, che gli studi della moderna storiografia hanno consentito di scoprire e rivalutare nel ruolo anche positivo di motori si sviluppo socio economico.
    Paolo Continanza, ha anche ricordato il faticoso avvio dell’attività congiunta tra proprietari di dimore storiche che ha portato alla costituzione di ADSI Basilicata, che lo annovera tra i fondatori.
  • Celeste Pansardi ha parlato di due palazzi ai quali è legata per discendenza o legami familiari: Palazzo Filizzola a Nemoli e Palazzo De Petrocellis-Claps, a Missanello.
    Su palazzo Filizzola, descritto in precedenti occasioni, Celeste ha fatto pochissimi accenni per ricordare il contributo dell’archivio familiare che, come accennato anche dal prof Tamblè, ha consentito non solo la ricostruzione delle vicende dei Filizzola ma anche quella del passaggio della località Bosco da frazione di Rivello a comune.
    L’archivio Filizzola, certificato nel suo valore storico nel 2007, è stato fonte di ispirazione per tre pubblicazioni di Celeste Pansardi su storie, personaggi, luoghi ed atmosfere della valle del Noce ma anche il motivo dell’acquisizione del bene da parte del Comune per farne un museo del territorio e un centro di formazione per competenze culturali.
  • Per il Palazzo di Missanello, dopo qualche cenno alla famiglia di patrioti De Petrocellis, poi imparentata con i Claps, Celeste Pansardi, ha parlato invece di una diversa destinazione d’uso rispetto a Nemoli: un contenitore storico nel quale collocare in modo stimolante ed economicamente sostenibile iniziative legate a prodotti e competenze nella promozione di olio di qualità superiore grazie anche ad una monocoltura di altissimo pregio: la majatica.
    Sul punto è intervenuto il sindaco di Missanello Filippo Sinisgalli, presente all’incontro, che ha Indicato lo stadio in cui si trovano  le riflessioni con altre amministrazioni comunali intenzionate a condividere il progetto di creare una filiera alimentare dell’eccellenza basata  sulla qualità di prodotti come la majatica e una sede di grande dimensione e suggestione storica  in cui svolgere esposizioni, promozione, vendita ed eventi.
  • Carlo dell’Agli ha illustrato le immagini di Palazzo Dell’Agli, un esempio di dimora signorile tipica di inizio ‘800 con un giardino all’italiana. Al piano terra: androne e il cortile sul quale affacciano i servizi: depositi alimentari, rimessa delle carrozze, stalla e scuderia per i cavalli. Al piano superiore: abitazione padronale, con due accessi da un ballatoio servito da una doppia rampa di scale e le due ali del palazzo che si uniscono nel grande salone degli specchi di 90mq.
    Il Palazzo, rimasto sempre nella proprietà della Famiglia dell’Agli, è utilizzato oltre che per uso familiare, come sede di convegni, manifestazioni, set cinematografico. L’edificio è poi aperto al pubblico nelle giornate del FAI e di speciali occasioni.
    In aggiunta, Carlo ha citato la lunga, defatigante attività per cercare di far entrare il palazzo nei circuiti culturali collaborando con FAI ed istituzioni locali per incentivare il turismo esperienziale, valorizzando anche altre architetture di pregio come la “Fontana Cavallina”; il piccolo ma bellissimo castello di Monteserico, a pochi chilometri da Genzano di Lucania, risalente all’anno Mille e utilizzato anche da Federico II di Svevia.
  • Antonio Falce per l’omonimo Palazzo di Brienza, ha preferito far parlare le immagini di un video tratto dal servizio realizzato nelle scorse settimane da Reply Studio.
    Palazzo Falce occupa i due lati della omonima piazzetta, insieme alla Cappella Falce, con un bel dipinto del ‘700. E’situato ai piedi di un Castello che fu dei Caracciolo ora parzialmente restaurato e che secondo secondo fonti non accertate, aveva 365 stanze, una per ogni giorno dell’anno.
    Le riprese degli interni gentilmente autorizzate dal notaio Antonio Falce hanno consentito una visita virtuale degli interni per la prima volta.  Un gesto apprezzato dai partecipanti sia per la qualità dell’immobile e dei suoi arredi che delle immagini.
    La famiglia Falce, presente a Brienza da vari secoli, è tuttora proprietaria del bel Palazzo  che è stato restaurato di recente e che abita in varie occasioni nel corso dell’anno.

In chiusura dei lavori, il prof. Tamblè  ha sottolineato che dagli interventi è stata confermata la rilevanza degli archivi storici familiari non solo nella ricostruzione delle vicende del passato ma anche di spunti per il futuro degli immobili.

Dalle esperienze presentate, sono emerse tante storie differenti che, con la loro diversità, suggeriscono di progettare un futuro “possibile” per gli immobili secondo concetti non omologati ma, invece, caratterizzati da immaginazione e creatività, proseguendo la storia quasi mai lineare di ciascuna delle famiglia che li hanno abitati.

Prima del convegno, c’è stato l’avvio del programma convenzionalmente denominato “Passioni degli associati“. Una novità assoluta, caratterizzato dalla presentazione di attività non professionali degli associati soggettivamente rilevanti che, per la intelligenza e la dedizione con le quali vengono svolte, risultano anche oggettivamente rilevanti.

Nell’incontro di venerdì 21 c’è stata l’esposizione di quadri di Maria Rosaria Manta che di recente ha deciso di studiare ed apprendere tecniche di pittura ad olio dando più consistenza alla passione per il disegno, avuta da sempre.

I diciotto dipinti esposti sono stati una piacevole sorpresa perché la loro qualità, la loro varietà di rappresentazione (nature morte, paesaggi, figure umane, un bellissimo, gatto), la diversità di colori e di atmosfere sono indicativi di una attenzione verso una pluralità di stimoli pittorici cui dare forma.

Maria Rosaria, molto festeggiata dai soci, ha letto con semplicità una breve e chiara motivazione della nascita e dello sviluppo della sua pittura. E dell’intenzione di ulteriori approfondimenti anche se l’elemento appagante è principalmente l’atto stesso del dipingere.

Tra i visitatori dell’ esposizione anche il pittore Luca Celano, lucano che da anni ha il suo atelier a Roma.

In esposizione, anche il rifacimento e completamento di una delle più importanti maschere del carnevale lucano, U’Rumit, di Satriano di Lucania, allestito da Caterina Gambioli.