Eventi dell'Associazione

Fare impresa in Basilicata: difficoltà e speranze

Venerdì 18 MARZO, ore 19:00 – Via Nizza 56, Roma 

Fare impresa e creare lavoro è un problema ovunque e, naturalmente anche in Basilicata. Malgrado tutto, esistono attività imprenditoriali lucane che affrontano le difficoltà e competono talvolta con successo.
Sono esperienze da conoscere e valorizzare, anche per capire se esse offrono motivi di speranza per un’evoluzione più generale. Il modo migliore di farlo c’è sembrato quello di ascoltare le testimonianze di persone che operano in Basilicata e che affrontano i problemi con la grande determinazione di chi non vuole abbandonare il territorio.
Come quelle invitate a questo incontro presso la nostra Associazione, coordinato dall’ambasciatore Eugenio d’Auria, che da alcuni anni svolge anche un ruolo propulsivo della giovane imprenditoria in Valnoce attraverso varie iniziative tra le quali l’annuale Premio Giuseppe e Carina D’Auria, che nel 2014 è stato assegnato a Claudia Cantile, componente del panel.

In apertura dei lavori, d’Auria ha ricordato la evoluzione del sistema di accesso ai fondi europei, che dal 2020 cambierà radicalmente e come sia utile sfruttare questi pochi anni per migliorarne la fruizione con l’ausilio anche di strumenti messi a disposizione da Open Coesione, che offre possibilità di acquisizione e comparazione tra dati non solo a livello di aree sempre più piccole ma anche su singoli progetti.
La convincente demo ha chiarito che le criticità non derivano certo dall’accesso ai dati, mai così open.

  • Confindustria BasilicataAvv. Michele Somma, imprenditore, Presidente di Confindustria Basilicata, ha fatto un sintetico quadro macroeconomico della economia lucana, citando brevemente i settori principali: il manifatturiero; l’energia; il turismo; l’agricoltura; ecc… Osservando che, oltre alle ormai arcinote speranze per Matera 2019, il manifatturiero resta un pilastro. Nel 2015 ha dato segni di vitalità, facendo segnare un +114%, per merito soprattutto per lo stabilimento di FCA-FIAT, che con i suoi 10.000 addetti diretti/indiretti è una punta di eccellenza globale nell’automotive.
    Malgrado questi risultati, il presidente Somma, ha lamentato il permanere di una diffusa cultura anti industriale, che sovrastima le possibilità di fare a meno del manifatturiero compensandolo con la soft economy (turismo, bio-agricoltura) e non ha fiducia nella gestione dei rischi industriali anche mediante normative e tecnologie d’avanguardia. Per cambiare atteggiamenti come l’esser contro più per rabbia che per conoscenza reale, occorrerebbe una comunicazione basata sulla verità, fatta da gente credibile. Anche in questo caso, a volerli utilizzare, i dati non mancano come ad es. quelli diffusi dal CNR e visibili con l’applicazione OsserVA.
  • Dr. Antonio Colangelo, fondatore e Ad di Geocart, società di ingegneria con sede a Potenza, ha presentato il caso di un’imprenditoria che si afferma entrando in nuovi servizi basati su tecnologie d’avanguardia. Geocart è nata 20 anni fa, per operare nel settore dell’osservazione della terra, infrastrutture, energia, ambiente e territorio, ingegneria civile, agricoltura e foreste, ICT. In questi campi, ha vinto commesse prestigiose (es. sistema di sorveglianza e scoperta per l’ONU di siti di armi clandestine; ecc;) in competizione con affermate aziende di stati con maggiore reputazione di innovazione tecnologica!
    Ora è in una fase di ulteriore sviluppo e diversificazione, applicando le competenze “core” a nuovi impieghi, es. nella cinematografia (società Digital LightHouse) e, dall’altra, a sviluppare competenze applicative di materiali scoperti in laboratorio come il GRAFENE, con proprietà chimico fisiche eccezionali che lo rendono potenzialmente interessante in un gran numero di applicazioni. Come quella richiesta dal CNR (il cui presidente Nicolais, era venerdì mattina in Geocart) di usare il grafente nell’attività di bonifica dell’ILVA di Taranto. Questo materiale, somigliante allo zucchero filato, pur essendo flessibile e trasparente, è 100 volte più resistente dell’acciaio e con una conducibilità elettrica superiore a qualunque sostanza. Lo scorso giugno Geocart ha celebrato i primi 20 anni di attività con un open day durante il quale la cittadinanza ha potuto conoscere i 31 qualificatissimi operatori e le loro attività innovative;
  • Claudia Cantile, docente di Scienza degli Alimenti e fondatrice insieme al marito dell’Azienda Agricola Cantile opera in produzioni di nicchia: stimmi di zafferano, erbe speciali, agricosmetica, ecc. La Cantile ha descritto il lavoro nella sua piccola proprietà con l’aiuto di alcune foto che hanno mostrato l’habitat, le erbe nutritive delle lumache, i cicli di raccolta e la duplice destinazione: il mercato alimentare e i centri di produzione farmaceutica. Nella stessa proprietà, in altre stagioni dell’anno, vengono coltivati cardi e zafferano. Di cui sono stati mostrati alcuni campioni (non in vendita).
    Questa esperienza non è l’unica in Valnoce, come descritto da La Repubblica nel suo servizio “La Basilicata che non ti aspetti”. Si può quasi parlare di un mini distretto della agricosmetica con prodotti ricavati da latte d’asina; da lumache; piante; ecc… Uno sforzo forse da irrobustire con iniziative individuali ed una consapevolezza collettiva;
  • fare impresaIn chiusura dei lavori, c’è stato infine l’intervento telegrafico ma estremamente interessante del Dr. Salvatore Garbellano, materano, docente di management al Politecnico di Torino, che ha fornito qualche dato comparativo con la situazione di altre PMI, oggetto del suo ultimo libro “Come le medie imprese di successo hanno superato la crisi“. Gli elementi comuni a questi protagonisti della “tenuta” economica italiana sono: la grande determinazione a non abbandonare il territorio; a non accettare il declino; a contare su se stessi, sui colleghi, sui familiari; a rischiare innovando.

 

  Intervista Salvatore Garbellano

Intervista Salvatore Garbellano

  Le foto dell’evento