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Guerra&Pace: La vicenda afgana nell’esperienza di un lucano

Venerdì 9 NOVEMBRE, ore 19,30, Via Nizza 56

Donne afganeL’Afghanistan, fino alla distruzione delle “torri gemelle” di New York  (11/9/’11), era un paese remoto, sconosciuto ai più. Dopo 11 anni e tante dolorose vicende (da ultimo, la scomparsa del caporale Chierotti), tutti sappiamo che l’Afghanistan è il teatro di operazioni militari e dell’azione generosa di Ong (es. Emergency) per realizzare una pace che viene continuamente rimessa in discussione.
L’Italia, presente con uno dei maggiori contingenti militari ed Ong, si caratterizza per l’impegno a sostegno della popolazione civile.

Il giovane capitano Giuseppe Amato, nato a Grottole (Mt) nel 1975, è uno dei militari che negli anni hanno operato in Afghanistan. Amato ha frequentao l’Accademia di Modena, la Scuola di Applicazione di Torino e vari altri corsi tra cui quello di paracadutismo.
Laureato in scienze strategiche e informatica, ha parteciparo a diverse missioni all’estero e attualmente presta servizio presso lo Stato Maggiore della Difesa.  E’ stato tre volte in Afghanistan , per un totale di tre anni, vivendo in prima persona le criticità dell’incontro con una cultura diversa e le difficoltà di un Paese  in bilico tra guerra e tentativi di rinascita.

L’Eco dei miei passi a KabulUna esperienza descritta nel libro: L’Eco dei miei passi a Kabul (Mursia2012).

La presentazione di Amato ha avuto luogo mediante la proiezione di sue bellissime foto esclusive, l’esposizione di oggetti simbolo della cultura afgana (burka, ecc.) oltre che con una esposizione chiara e avvincente.
La rievocazione di piccoli e grandi eventi vissuti in prima persona ha dato il senso della partecipazione italiana ad una operazione in atto da più di dieci anni: il cosiddetto “modello italiano”. Un modello che non è caratterizzato da particolari sistemi di regole operative (indispensabili in una missione internazionale integrata), ma da comportamenti ed atteggiamenti spontanei, propri del nostro modo di capire e rapportarci nei confronti di persone che si trovano in gravi difficoltà.
Aspetti descritti bene nel suo libro snello, scandito da brevissimi capitoli che descrivono con amore e rispetto una realtà diversa per cultura oltre che per condizioni economiche e di sicurezza.

Al termine della esposizione di Amato, il nostro associato Giuseppe Maria Lotano (poeta e colonnello della Croce Rossa) ha letto una sua brevissima poesia commemorativa del sacrificio di 19 militari italiano scomparsi in Iraq, a Nassiriya.

Guarda il trailer video dell’evento (clic con il mouse sull’immagine):

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