Eventi dell'Associazione

La narrazione della realtà in TV

Venerdì 10 febbraio 2017 – ore 19 – Via Nizza 56, Roma 

Il sistema radiotelevisivo è il mezzo prevalente di diffusione e acquisizione delle informazioni, essendo di facilissimo accesso per tutti e disponibile 24 ore su 24.
In un tale sistema di informazioni è necessario non solo chiedersi: lo dice la TV: sarà vero? ma anche se le notizie che ci raggiungono danno una rappresentazione adeguata e bilanciata della realtà di un paese complesso come il nostro.

Per saperne di più abbiamo invitato due protagonisti della comunicazione televisiva: Matilde D’ErricoFranco Rina ed il Senatore Salvatore Margiotta, membro della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. I nostri tre autorevolissimi ospiti, tutti lucani, discuteranno tra loro e con il pubblico del come la televisione racconta la realtà del Paese.

Matilde D’Errico, venosina, è produttrice , soggettista e regista di programmi, il più noto dei quali è Amore Criminale, proiettato per più di un decennio in prima serata sui RAITRE e, ora, dal maggio 2016 è autore e regista della trasmissione Frontiere con Franco Di Mare, in onda il venerdì sera su RAI1.
Per il suo impegno contro il femminicidio, tema di una presentazione in associazione. Matilde d’Errico ha ricevuto il premio Ester Scardaccione, dal Consiglio Regionale della Basilicata.

Franco Rina, nato a Nova Siri, è giornalista de LA7 e personalità di spicco nel mondo del Cinema.
Primo presidente della Lucana Film Commission, come fondatore e presidente di CinemadaMare, è il creatore di una esperienza unica per lo sviluppo delle competenze di giovani cineasti. Tra le numerose iniziative, la più nota è CinemadaMare, da 14 anni un festival itinerante che nei tre mesi estivi diventa il più grande raduno di giovani filmmaker del mondo. Nel 2017, questo campus cinematografico itinerante toccherà 12 località italiane, di cui 4 in Basilicata.

Le discussioni tra i membri del panel è stata preceduta dalla visione di un brano del film di Sidney Lumet, 5° Potere interpretato da Peter Finch, protagonista dello straordinario monologo, che combina finzione e realtà.

Finch, che nel monologo (qui riproposto) denuncia la pericolosità sociale di una TV “manipolatoria”, morirà solo qualche mese dopo aver girato la scena, nel corso del giro promozionale del film nel quale interpreta il ruolo di un conduttore che annuncia in diretta televisiva il proprio suicidio a seguito della minaccia di licenziamento dovuta al calo dello “share”, l’indice di gradimento del suo programma.

Un pezzo potente per interpretazione e lucidità di denuncia di pericoli individuali e sociali come: la “dipendenza“ dall’informazione televisiva della maggior parte delle persone, specialmente le più deboli ed economicamente disagiate; la rappresentazione di verità di comodo; la necessità di cambiare atteggiamento nel modo di ascoltare o credere a notizie non verificate ed approfondite, recuperando una capacità di giudizio individuale non basata su slogan o semplificazioni di comodo ma attraverso la fatica dello studio e della ricerca…

In questo quadro di preoccupazioni condivise, i relatori hanno affrontato vari temi del fare TV in modo più rispettoso dei fatti e delle persone, senza cedere alla deriva verso il gossip, il voyeurismo, la morbosità che porta, specialmente le trasmissioni pomeridiane all’insistenza su materiali macabri, scabrosi o inverosimili. Come la storia del fantasma del Campidoglio, per il quale in ottobre, sono stati mobilitati gli investigatori del paranormale (Ghostbusters)!

La crescente dipendenza dei programmi dall’indice di gradimento (lo share di ascolti), e quindi dagli incassi pubblicitari, è il motivo o l’alibi per una televisione di bassa qualità.

E tuttavia, malgrado il trash dilagante, Matilde D’Errico ha segnalato la possibilità di realizzare buoni ascolti con programmi da servizio pubblico come quelli sul femminicidio (Amore Criminale) e su altre storie con dignità di racconto (la borgata di Residence Bastoggi, l’attuale Frontiere) a condizione di essere capaci di raccontare la realtà con budget risicati, con rigore e la “schiena dritta” dinanzi a minacce di censura delle verità scomode .

Di servizio pubblico della TV s’è parlato non solo con riferimento ai telegiornali ma anche di altri programmi che corrispondano, secondo la BBC, all’esigenza di informare, educare, intrattenere. Di particolare rilevanza la parte dello scambio di opinioni anche con il pubblico su una serie di temi:

  • notizie sensibili, ruolo dei responsabili editoriali, censura;
  • programmi di qualità nell’approfondimento delle notizie; eventi culturali; inchieste; …
  • reclutamento di nuovi giornalisti e valorizzazione delle competenze, spesso emarginate;
  • ruolo chiave dei TG Regionali, più importanti dei TG nazionali nei piccoli centri, dove il ruolo dei giornali stampati è marginale;
  • piattaforme digitali, anche per non perdere il contatto col pubblico giovanile;
  • nuovo assetto legale della RAI e novità nel rapporto con la Commissione di Vigilanza;
  • canone e sua destinazione.

Da questo semplice elenco di temi si comprende che i partecipanti alla serata hanno vissuto una grande esperienza di apprendimento perché F.Rina, S.Margiotta e M.D’Errico per attività istituzionale e professionale hanno l’autorevolezza per aiutare a superare le semplificazioni e capire la complessità di una materia cruciale come la comunicazione televisiva.