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La Spagna vuota

“La Spagna vuota” di Sergio del MolinoSellerio Editore

La Spagna vuota Nel presentare le tematiche dei Borghi lucani abbiamo sempre ricordato che i loro problemi sono comuni a quelli di altre regioni italiane e di altri paesi europei.

Come conferma uno dei libri più interessanti in materia di spopolamento e crisi della socialità nei borghi impoveriti dall’esodo verso i centri urbani: La Spagna vuota (Sellerio Editore, 2019) dello spagnolo Sergio del Molino.

La Spagna, come altri paesi europei tra cui l’Italia, ha visto svuotarsi nel corso dei decenni parte del suo territorio. Questo fenomeno inizia nel dopoguerra con l’abbandono delle campagne e delle province e il rapido processo di inurbamento prima verso Madrid e Barcellona e poi a favore di città di medie dimensioni come Saragozza. Col risultato che nella metà della Spagna vive solo il 10% degli abitanti mentre nell’altra metà si ammassa il 90% delle metropoli e dei centri amministrativi.

L’autore, che abita a Saragozza, città di 700 abitanti, compie un viaggio nel tempo e nello spazio, attraverso le zone profonde e semidisabitate della penisola iberica, nella densità della Storia e nella rarefazione del presente della «Spagna vuota», termine da lui coniato e che è entrato nel lessico contemporaneo.

Dosando eventi storici, fatti di cronaca, letteratura, cinema, cultura alta e popolare, lo scrittore indaga cause e circostanze, e riflette sulle conseguenze di tale desertificazione umana sulla vita sociale, politica e privata degli spagnoli.

Studiando il fenomeno del Molino scopre cose inaspettate: forse una «Spagna piena» non è mai davvero esistita e, attorno a quegli agricoltori che sono oggetto di un recupero nostalgico, esistono dei miti e leggende nere che narrano di folli atti di violenza nelle campagne. Al tempo stesso l’autore ricorda con orgoglio le Missioni pedagogiche che, a partire dagli anni trenta, portavano la cultura nei villaggi, fino ad arrivare ai nostri giorni, con i giovani maestri e professori destinati alle scuole di campagna che fanno ore di viaggio per raggiungere luoghi dove non c’è quasi più nulla e nessuno.

Dalla avvincente lettura emerge un ritratto letterario, politico e culturale rivelatorio anche per i lettori italiani, perché come scrive del Molino nella prefazione a questa edizione, «esiste un’Italia vuota, soprattutto nel sud, dove i fenomeni dei paesi abbandonati, dell’invecchiamento della popolazione e dello spopolamento sono analoghi a quelli spagnoli.