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Libri: segnalazioni

La nuova edizione della fiera della piccola e media editoria italiana avrà luogo a Roma-EUR dal 7 all’11 dicembre 2022 nel suggestivo centro espositivo La Nuvola. All’evento intitolato PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI, partecipano anche case editrici ed autori lucani che espongono al 1° piano, negli spazi prenotati dal Consiglio Regionale della Basilicata.

La nostra Associazione NON fa presentazioni di libri sia per l’assenza di un Comitato di selezione indipendente che per la difficoltà di trovare spazi significativi in una programmazione con solo 10 appuntamenti annuali, insufficienti a trattare le priorità conoscitive dei tesserati.

Tuttavia, seguiamo con rispettosa attenzione l’attività letteraria di nostri associati, relatori e frequentatori del nostro sodalizio oltre che le opere di autori lucani che ci segnalano le loro opere. A questi autori cerchiamo (nei limiti delle nostre possibilità e secondo insindacabili criteri di valutazione d’opportunità) di dare visibilità al loro lavoro, mediante:

  • recensione e la pubblicazione sul nostro sito di schede descrittive dei contenuti delle opere, con liberatoria da parte dell’autore ad utilizzare anche l’immagine di copertina;
  • partecipazione a presentazioni esterne curate da singoli autori/editori e ad eventi promozionali di grande rilievo come la Fiera dell’editoria Più Libri Più Liberi a Roma-EUR, ecc.

Le schede di presentazione che ora proponiamo (redatte leggendo testi o basate su sinossi ed immagini trasmesse da autori/editori) sono interessanti per la varietà di temi, le forme narrative e per le scelte editoriali. Alcune di queste pubblicazioni (come già altre recensite in precedenza) sono pubblicazioni indipendenti fatte in autofinanziamento e distribuite direttamente attraverso canali web.

In vista dell’imminente Fiera della Piccola e media editoria, la lettura di queste schede può essere un’utile introduzione alla fiera che dal 7 all’11 dicembre proporrà molti eventi, alcuni dei quali anche nel padiglione del Consiglio Regionale della Basilicata , al 1° Piano.

Indice:

 


 

Avigliano e Mezzogiorno in Manoscritti Corbo 1594-1872
NARRATIVA DI QUANTO OCCORSO

La famiglia Corbo, originaria di Sulmona (Aq) e presente sul territorio di Avigliano dal 1214, ha svolto un ruolo importante nella storia locale, con ripercussioni che sono andate ben oltre i confini del borgo come evidenziato dai molti storici che hanno fatto ricerche e descritto il ruolo sociale e politico avuto da diversi personaggi della famiglia in varie epoche storiche, in particolare nella Repubblica Napoletana del 1799, nella “reazione” del 1861 e nella lotta al brigantaggio.

Mancava tuttavia il punto di vista di qualcuno che raccontasse in prima persona la storia dei Corbo in relazione al suo territorio e narrasse “quanto occorso”.

Un compito che si sono assunti gli attuali eredi Diodata, Andrea, Francesco, Giulio e Lucia Corbo sobbarcandosi un gravoso lavoro di trascrizione dei manoscritti in italiano interpretando le molte sigle, traducendo le citazioni latine e la lingua italiana antica, agevolando così il lavoro sia agli storici che al lettore comune.

Questa trascrizione di manoscritti sui 300 anni di storia (dal 1594 al 1867) di una famiglia aperta alle novità del mondo ha prodotto un’opera che è molto di più di una cronaca familiare ma un saggio storico sulla borghesia lucana troppo spesso descritta solo in modo in negativo, omologata negli aspetti peggiori del latifondismo.

Il libro, Narrativa di quanto occorso… è una sapiente opera di raccordo delle trascrizioni di numerosi manoscritti inediti, redatti nei secoli sia da membri della famiglia che da altri autori i cui nomi sono diligentemente elencati nel nell’indice della documentazione componente l’archivio Corbo. Tra le principali fonti ci sono il 1°e 2° manoscritto dell’arciprete Domenico Antonio Corbo e il 3° e 4° di Diodato Corbo.

Il risultato è un enorme lavoro di 495 pg, che rievoca storie ma soprattutto la cronaca sociale, i riti e miti di un mondo che non c’è più ma con un miscuglio di tradizioni e novità che sono state la premessa di evoluzioni successive: cure mediche con brodo di vipera, diatribe tra congreghe religiose, peste, terremoti, eruzioni del Vesuvio, campane rubate, innovazioni agricole e rapporti spesso conflittuali della popolazione col Governatorato di Melfi, tasse e gabelle, monacazione forzata delle donne ed emancipazione.

Sul piano della rievocazione storica, i libri ed i saggi scritti da vari autori come T.Pedio, F.Sabia, F.Pietrafesa, V.Claps, G.Lanzara, etc. hanno valorizzato il ruolo sociale e politico avuto da personaggi della famiglia in varie epoche storiche.   Fra questi, Franco Sabia, nella sua introduzione al libro, oltre al già citato coinvolgimento di membri della famiglia Corbo nella Repubblica Napoletana del 1799, nei fatti dell’Unità d’Italia nel 1861, nella lotta al brigantaggio, evidenzia in modo particolare il ruolo avuto dalla famiglia nella innovazione in agricoltura.

Anche in sede di presentazione del libro ad Avigliano lo scorso aprile, Sabia sottolinea che proprio grazie a questo impegno e scommessa sull’innovazione, i successi raggiunti erano il frutto di duro lavoro, d’ingegno personale e familiare e di fortuna…Anche perché, la famiglia, di origini umili, era lontana dalle stanze dorate della nobiltà feudale, spropositatamente ricca e gaudente degli inizi del 1500, che nel Regno di Napoli tutto contava e tutto decideva.

Per questi atteggiamenti forse non è casuale che i primi documenti di famiglia scritti agli inizi del 1700 da parte di Domenico Antonio coincidano con una presa di consapevolezza politica dei rapporti economici intercorrenti tra il feudatario (Doria-Pamphili) e la nuova classe emergente dei Galantuomini, di cui i Corbo erano una delle testi pensanti.

Agli inizi del 1700, molti galantuomini si erano del tutto affrancati dalla soggezione culturale, economica e sociale nei confronti del residuo di feudalesimo che ancora credeva e pretendeva di dettare le regole nel Regno senza doverne dare conto neppure al Re. In questo nuovo clima, la decisione di narrare per iscritto probabilmente intendeva segnalare che i Corbo non temevano più di confrontarsi con il feudatario per pretendere diritti e regole e che il benessere raggiunto era il frutto di duro lavoro e della intraprendenza…e non il risultato di privilegi di caste o peggio…

Il contesto autoritario non facilitava affatto il confronto tra feudatari ed i galantuomini, esponenti di una nascente borghesia che scommetteva sullo studio e l’intraprendenza. Occorreva coraggio e intelligenza, per confrontarsi o contrapporsi ai feudatari dei Doria che si avvicendavano nel possesso del feudo di Lagopesole e del Ducato di Avigliano, spesso senza aver mai visitato i loro possedimenti, ma delegando a rapaci amministratori il compito di sottrarre sempre di più beni e prodotti a chi coltivava quelle terre con sudore e sangue. Si trattava anche di rivendicare il riconoscimento per gli investimenti fatti nell’innovazione a partire già dalla metà del ‘600 realizzando un nuovo sistema di impresa agraria basato sulle conoscenze acquisite presso l’università di Napoli. Un modello di impresa che indicava ai lavoratori della terra, ai pastori e vaccari che il miglioramento delle proprie condizioni dipendeva dall’acquisizione di conoscenze e di competenze.

La ricostruzione minuziosa di queste innovazioni presenti nella vita e nelle esperienze fatte dai  Corbo, comuni anche ad alcune altre famiglie lucane in aree distanti da Avigliano (ne ha parlato anche Celeste Pansardi scrivendo della Famiglia Filizzola, a Nemoli) rappresenta una interessantissima conferma di una realtà lucana con molte sfaccettature e non accomunata nell’arretratezza  senza speranza.

Questo interessante affresco storico, con un bell’impianto narrativo ha un’impostazione editoriale  che ne agevola la consultazione grazie all’appendice che ha un Glossario dei termini più desueti o sconosciuti; una tavola delle antiche Unità di misura di peso, volume, agrarie e monete ; un elenco con foto delle principali sigle e abbreviazioni utilizzate; una Sinossi fotografica e iconografica che segue la cronologia del libro; un Indice di eventi e luoghi significativi che accompagnano il lettore a orientarsi nel mare magnum di notizie e un Indice  dei nomi.

Informazioni utili:
“Narrativa di quanto occorso…”  stampato nel 2022 da EditricErmes – Potenza
mail: editricermes@tiscali.it
Per i curatori: Lucia Corbo lucia.corbo1@tiscali.it
Pagina Facebook  https://www.facebook.com/luciacorboavigliano/

 


 

Anna Cerabona
LE RADICI E LE ALI. I MIEI RICORDI

Questo libro annuncia nel titolo l’essenza della narrazione ed il carattere dell’autrice, persona passionalmente legata alle sue radici ma, come si evince dal testo, anche desiderosa di usare le ali verso luoghi ed esperienze sognate.

Anna Cerabona ha lasciato Accettura (Pz) 60 anni fa per iniziare la peregrinazione lontana dalle sue radici: la Germania e poi il ritorno in Italia, a Parma.  E questo suo libro, scritto in prima persona descrive le vicende tipiche dell’emigrazione: il dolore delle separazioni, lo spaesamento nella nuova realtà, la necessità di capire e di dare un senso alla nuova vita mentre si continua a ripensare se non a rimpiangere quella abbandonata (le radici), ambientarsi scoprendo novità ed opportunità, affermarsi e coltivare ambizioni per cose sempre più sfidanti (…le ali).

A questa ricorrente tipicità delle storie di successo si contrappongono le storie assai più numerose di chi non ce la fa a mettere le ali ed è costretto a rimpiangere le radici.

I brevi capitoli del libro descrivono la sequenza degli eventi. Dopo l’infanzia ad Accettura, Anna Cerabona è emigrata in Germania nella regione del Baden Wurttemberg agli inizia degli anni sessanta e dopo il lavoro da operaia in una ditta di confezioni ha prima rilevato un bar e poi un ristorante. Operazioni che le hanno dato successo economico, stima e prestigio sociale.

Nella metà degli anni settanta, varie vicissitudini familiari rendono opportuno un suo rientro in Italia, abbondonando a malincuore un territorio dove si sentiva pienamente integrata e perché avrebbe dovuto ripetere il percorso di adattamento svolto in Germania negli anni sessanta.

Ma Anna, dopo una scelta sofferta, approfitterà di questo nuovo inizio per rivedere le sue aspirazioni e, infatti, a Parma cambia mestiere e in modo occasionale s’immerge in un’avventura che durerà quarant’anni, il rilancio di una scuola di musica. Archivia le radici tedesche e si rimette a volare!

Il Libro Le radici e le Ali, I Miei Ricordi è caratterizzato da una la linearità e semplicità descrittiva che risulta doppiamente interessante: aiuta a capire la dimensione fisica dei luoghi, le persone e gli aspetti migliori della società in cui va a vivere. Da persona volitiva, non le è difficile rapportarsi con la componente sociale formata da persone più interessata alle ali che alle radici.

Anna Cerabona, da persona che ha sperimentato le asprezze dell’inserimento in un ogni nuova realtà ricorda a sé stessa ed a chi ha necessità di riflettere sulle necessità/opportunità dell’emigrare, il ruolo di grande rilevanza che hanno la fortuna e l’intelligenza (due cose spesso collegate).

L’intelligenza di cogliere il momento giusto…, di saper scegliere gli interlocutori, d’interpretarne cultura e valori, saper leggere e capire la dimensione sociale dei luoghi. Sforzandosi di capire più che di giudicare!

Per queste sue qualità, il libro è stato distribuito gratuitamente ai presidenti delle Federazioni dei lucani nel mondo, il giorno 8/10/2022 nella sessione dell’Assemblea annuale in cui si discuteva di emigrazione. Come una testimonianza di vita che l’autrice ha fatto pervenire ai partecipanti tramite Anna Picardi presidente dell’Associazione dei Lucani a Stoccarda, capitale del Baden Wurttemberg

Informazioni utili:
Il Libro è in vendita su Amazon www.amazon.it
Per eventuali contatti con l’autrice: anna47cerabona@gmail.com

 


 

Bruno Masino
OLTRE IPPOCRATE

In questa rubrica abbiamo pubblicato lo scorso anno la recensione di un libro curato da Bruno Masino, dal titolo “Tramutola in una, dieci, cento…Emozioni” (DiBuono Edizioni 2021), un testo che racconta il borgo della Val d’Agri attraverso la raccolta e l’amalgama dei contributi forniti in forme diverse da vari concittadini che rendono il libro un insieme di percezioni, ricordi e sensazioni che non sono solo quelle dell’autore ma della comunità. Un lavoro “corale”, redatto da un insieme di autori, abitanti di Tramutola, paese che l’autore, medico chirurgo,  già Direttore dell’ ospedale di Villa d’Agri-Marsicovetere (Pz), conosce profondamente.

Da poche settimane è stato invece pubblicato da Epika Edizioni e distribuito nelle librerie italiane e online, il romanzo d’esordio di Bruno Masino, con un titolo “Oltre Ippocrate” che evoca il suo mondo professionale della medicina che lui ha praticato nel territorio e che sicuramente gli ha consentito di conoscerlo nei suoi vari aspetti, compresi quelli del dolore e del dramma più profondo.

Il titolo OLTRE Ippocrate, padre della Medicina, lascia già intuire come la vicenda del protagonista, Andrea, vada ben oltre la sua professione svolta in un paesino del Sud a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, periodo ricco di eventi e decisioni politiche di portata storica che hanno segnato la vita dell’Italia negli anni a venire.

Andrea, adolescente di un piccolo borgo del sud Italia con una passione smisurata per la medicina, stringe una profonda amicizia con Michele, medico del paese che riversa nel giovane quell’amore che, essendo solo, non ha potuto dedicare a nessun altro. Con grande gioia degli anziani genitori, Andrea si laurea in medicina e per svolgere la sua professione si trasferisce in un paesino del Sud più profondo. Qui stringe una bella amicizia, fatta anche di condivisione di ideali e valori di vita, col giovane sindaco Giuseppe e si innamora dei luoghi ameni, ma oppressi dalla malavita organizzata. Giuseppe vede nel “dottorino”, così come è soprannominato in paese, colui che può sostituirlo degnamente nella carica di sindaco e lo convince a candidarsi. Nonostante le minacce della malavita il consenso elettorale è ampio, e Andrea si ritrova impegnato, con passione e coraggio, sia come amministratore che come medico.

La storia evolve attraverso episodi drammatici in cui il punto fermo è il protagonista con i suoi ideali, la sua formazione, le sue sensibilità e la sua storia personale. Subisce anche un attentato, ma non si lascia intimorire anche perché, con la sua lucida intelligenza cercherà delle contromisure ed i modi per non soccombere.  L’insieme di minacce e di contromosse del giovane medico-sindaco Andrea rendono la narrazione intricata e stimolante, come la trama di un noir che non va svelata.

La vicenda e, soprattutto, la descrizione del contesto sono, nell’intenzione di Bruno Masino, la segnalazione di pericoli reali ed attuali che l’autore ritiene possano danneggiare seriamente l’ambiente e l’assetto sociale nel territorio. Per questo, è sua intenzione di promuovere il libro nel territorio lucano e non solo.

Informazioni utili:
Editore Epika
Pubblicato il 29/09/2021
Costo 17 €

 


 

Giovanni De Bari
CATENE INVISIBILI

Giovanni De Bari, lavora come esperto di audiovisivi presso un’istituzione statale dopo anni di attività di comando nell’Arma dei Carabinieri.

In questo suo lavoro pubblicato in modo indipendente, trae spunto dal periodo oscuro della dittatura argentina negli anni settanta e dalla conseguente tragedia dei “desaparecidos”, per svilupparsi, ai giorni nostri, a seguito dell’improvvisa morte di Santiago Rivero, un avvocato molto stimato in Italia, ma anche in Argentina, per aver ricostruito le vicende di alcune vittime della dittatura e aver rintracciato molti militari del regime, nascosti sotto falso nome.

Il trascorso investigativo dell’autore danno verosimiglianza alla vicenda narrativa segnata dalle nefandezze della dittatura dei militari argentini tuttora denunciata dalle madri della Plaza de Mayo,  l’associazione di parenti dei desaparecidos che non si arrendono e ricordano la scomparsa dei loro figli, sperando di ottenerne almeno la restituzione delle spoglie.

La trama. Santiago, trentasei anni prima, era stato costretto a fuggire da Buenos Aires con il figlio Emanuel, per non essere catturato da Alvaro Ramirez, un militare del regime a capo di uno squadrone della morte, che aveva rapito e ucciso sua moglie. Un personaggio misterioso e malvagio che dopo la fine della dittatura riesce a far perdere le sue tracce, nonostante sia attivamente ricercato per crimini contro l’umanità, omicidi e torture.

Trentaquattro anni dopo, Santiago lo riconosce a un convegno di italo-argentini a Roma e riprende la caccia fino alla sua improvvisa morte, per cause apparentemente naturali. Ma l’evento lascia nel dubbio il figlio Emanuel, un semplice consulente finanziario, che benchè all’oscuro delle indagini svolte dal padre e, soprattutto, senza le sue qualità investigative, si mette alla ricerca dei responsabili.

Un’attività che lo costringe ad indagare anche sul passato della propria famiglia, a fare luce sui misteri che emergono e che sono la causa di tragici accadimenti. Per difendersi da nemici sconosciuti appartenenti ad una potente organizzazione segreta, è costretto ad abbandonare la tranquillità dell’attività professionale ed a fuggire…

Il libro ha la trama di un noir, perché in questo modo all’autore riesce meglio ad illustrare quello che sembra essergli più a cuore: descrivere persone alle prese con la lotta tra Bene/Male ed il ruolo che in queste scelte giocano i condizionamenti delle cosiddette catene invisibili   (vicende talvolta ignote ma ineludibili, vissuto familiare, azioni rimosse, ecc.).

Il riapparire delle catene invisibili condiziona le scelte tra bene e male, corretto/scorretto, giusto/ingiusto,…. segnando i comportamenti ed i pensieri delle persone e rendendo spesso difficile  riacquistare l’equilibrio.  Per fortuna, il protagonista del libro, Emanuel, nonostante le dure prove, riesce a mantenersi centrato su sé stesso e fuggire alle insidie e ai pericoli incombenti.

Informazioni utili:
Sito web: www.cateneinvisibili.it – Link su Amazon
Casa editrice: Independently published – Data pubblicazione: 27 maggio 2021
Copertina flessibile: ‎ 446 pagine – Dimensioni: ‎ 13.34 x 2.57 x 20.32 cm
Disponibile anche in formato e-book