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L’Italia che non ci sta: Viaggio in un paese diverso

“L’Italia che non ci sta: Viaggio in un paese diverso” di Francesco ErbaniGiulio Einaudi Editore

In questo libro Francesco Erbani, racconta di persone e di comunità in aree svantaggiate di un’Italia che non ci sta ad accettare il declino senza fare qualcosa per contrastarlo. Sono diverse persone e comunità che non si rassegnano ed organizzano da sé il proprio futuro: dalle valli venete ai monti abruzzesi, dall’Appennino tosco-emiliano ai borghi spopolati in Calabria, al Rione Sanità (Napoli), a luoghi dismessi a Milano e Roma, ecc.

Francesco Erbani, giornalista, scrive sulle pagine de “la Repubblica”, dove nelle pagine culturali, si occupa di inchieste sul degrado urbanistico e ambientale del territorio italiano, cui si aggiungono i suoi studi sulle iniziative virtuose dovute alla tenacia di singole persone e di intere comunità che si prendono cura di beni abbandonati, di ritrovare la coscienza dei luoghi, di offrire un’alternativa all’emigrazione ed una motivazione concreta e dignitosa per restare.

Questo libro è un viaggio in luoghi in cui è possibile osservare un’Italia in movimento che: ripopola luoghi abbandonati, custodisce beni culturali, applica precetti di sobrietà e di ostinazione, crede nella dignità del lavoro, si batte contro il suo sfruttamento e ritiene che, oltre a fornire compensi economici, essa induca un cambio di passo nella propria vita, apra inedite prospettive e svolga un servizio di cui beneficia una collettività più vasta, di cui si avvantaggiano un luogo e un territorio.

Il punto di vista che anima il viaggio è essenzialmente la segnalazione di iniziative dal basso e, secondo le tradizioni del giornalismo, Francesco Erbani privilegia come metodi di conoscenza (potenziati ma non sostituiti dal web) l’andare a vedere, l’ascolto, il contatto diretto.

Il viaggio si nutre delle storie di persone e della descrizione degli spazi in cui esse agiscono, storie individuali, più spesso collettive, di relazioni con l’ambiente, di interlocuzione e di conflitti. Il risultato, come dice il sottotitolo, è il viaggio in un paese diverso. Un’Italia, che annovera altri numerosi casi come quelli citati in questo libro di Errani e che secondo Alberto Asor Rosasarebbe auspicabile si ritrovassero e riconoscessero fra loro …dando vita ad un tessuto unitario se non identitario”.

Ma oltre che un libro di storie esemplari di personaggi è anche un saggio molto rigoroso sulla necessità e le possibilità di luoghi e beni in abbandono. Infatti se si leggono con attenzione i brevi ma puntuali riferimenti alla migliore saggistica e la nota bibliografica riferita ai 5 capitoli, emerge chiaramente l’ancoraggio di questo bellissimo ed agile libretto al meglio delle idee in materia. Per questo val la pena aggiungere qualche notizia su Francesco Erbani, che è nato a Napoli nel 1957, vive a Roma e trascorre molto tempo a Venezia e altrove.
Nel 2003 ha vinto il premio di Giornalismo civile
, Il premio Bassani e nel 2006 il premio Antonio Cederna.

È stato curatore del Città territorio festival di Ferrara e di Leggere la città, a Pistoia.
Ha pubblicato L’Italia maltrattata (Laterza 2003); il libro-intervista con Tullio De Mauro La cultura degli italiani (Laterza 2004); Il disastro. L’Aquila dopo il terremoto: le scelte e le colpe (Laterza 2010); il libro-intervista con Leonardo Benevolo La fine della città (Laterza 2011); Roma. Il tramonto della città pubblica (Laterza 2013); Pompei, Italia (Feltrinelli 2015); Roma disfatta (con Vezio De Lucia, Castelvecchi 2016); Non è triste Venezia (Manni 2018).