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Natura e Benessere: convegno a Francavilla sul Sinni

Sabato 17 ottobre 2020

Il 17 ottobre è stato presentato nella Sala Consiliare Turra (Palazzo delle Decime) del Comune di Francavilla sul Sinni l’interessante progetto “TERRE DEL BENESSERE” finalizzato alla valorizzazione di aree protette lucane come luoghi privilegiati dove praticare attività nella natura, prendersi cura del corpo e dello spirito per ritrovare un nuovo equilibrio.

Una valorizzazione possibile grazie all’unicità del territorio del #Pollino: un’area tra le meglio preservate d’Italia, piena di boschi, con montagne che superno i 2.000 m. e ricchissima di fauna selvatica, inclusa la lontra che con la sua presenza certifica l’ottimo stato di fiumi e torrenti.

Lontana dai flussi turistici di massa ma collegata agevolmente a grandi arterie di comunicazione, l’area è stata quest’anno meta di un numero di visitatori molto superiore al previsto anche perché da tempo sia le autorità comunali che il Parco Nazionale (il più grande parco naturale d’Europa) si adoperano per farne conoscere le eccellenze naturali, paesaggistiche, culturali, enogastronomiche.

Alla presentazione del progetto Terre del Benessere hanno partecipato autorità istituzionali, esperti e giornalisti, molti dei quali nei giorni precedenti avevano visitato parti del territorio per conoscerne gli aspetti più significativi e constatare l’esistenza di presupposti per il Turismo del benessere, elemento trainante dell’industria dell’ospitalità oltre che importante occasione di sviluppo e di nuova occupazione nei borghi.

Ecco qualche nota sui temi principali:

Quadro delle politiche turistiche regionali

L’Assessore alle Attività Produttive della Regione Basilicata Francesco Cupparo ha ricordato gli aspetti significativi delle politiche turistiche e degli interventi compatibili con la pandemia.
Particolarmente rilevante il progetto turistico Basilicata en plein air, presentato a giugno ai n/s associati nel collegamento video col Direttore dell’APT Antonio Nicoletti.

Un progetto che ha dato risultati particolarmente soddisfacenti a Maratea, nel Metapontino, nel Parco del Pollino e nelle altre aree naturalistiche lucane, intercettando l’esigenza di vacanza, relax e benessere espressa da italiani e stranieri per le vacanze 2020.

Parco del Pollino: natura, benessere, cultura, enogastronomia

Il Presidente del Parco, Domenico Pappaterra è partito dai dati dell’estate 2020 (un vero boom) che hanno consacrato l’area come un insieme di luoghi in cui praticare svariate forme di attività fisica legata al salutismo, godere di magnifici panorami, osservare la varietà ed unicità delle specie botaniche (Pino Loricato e molto altro…), vivere la dimensione socioculturale di borghi con straordinarie peculiarità (comunità arbereshe; riti arborei); strutture museali legate alla natura o da essa ispirate come ArtePollino; tradizioni enogastroniche che annoverano anche alcune unicità: peperone di Senise, melanzana di Rotonda; varietà autoctone di legumi; un assetto urbanistico ed amministrativo che vede alcuni comuni del Pollino nelle classifiche dei Borghi più belli d’Italia e delle Bandiere Arancioni/TCI, ecc.

SALUS in VALLE: Iniziative nelle terre del Sinni

Il sindaco di Francavilla sul Sinni Romano Cupparo, ha sottolineato la convergenza logica del progetto Terre del Benessere con lo strepitoso contesto naturalistico del Pollino e le politiche regionali che mirano a realizzare le aree protette come luoghi ideali dove praticare attività fisica finalizzata al salutismo e cioè non solo al sentirsi bene ma anche al raggiungimento di una condizione di maggiore resistenza alle malattie.

Un progetto ambizioso da affrontare con la consapevolezza delle difficoltà per accreditarsi come destinazione alternativa ad altre realtà da più tempo sul mercato e ormai note a una categoria di viaggiatori con una maggiore capacità di spesa, ma anche tra i più esigenti e competenti!

Per rendere più attrattiva l’offerta del progetto Terre del Benessere, è stata ricorrentemente citata la necessità di fare rete tra le realtà del territorio ed è sembrata di buon auspicio la presenza di vari Sindaci dei comuni vicini tra i quali:

Fausto Alberto De Maria sindaco di Latronico (borgo di cui s’è parlato in 2 nostri eventi, uno proprio su Benessere e Salute), Alberico Gentile sindaco di Senise, Renato Iannibelli sindaco San Costantino Albanese, che ha fornito alcuni interessanti dati:

  • le vacanze 2020 hanno portato molti turisti e grandi sfide per la ricettività e l’accoglienza;
  • si stanno registrando molte presenze anche in ottobre e il 17/10, proprio nel corso dei lavori del convegno, sono pervenute al sindaco Iannibelli notizie sulle file d’attesa per ladrenalinico volo dell’aquila e sui molti di turisti nei boschi comunali per raccogliere castagne.

Volo dell’aquila [© volodellaquilabasilicata.it]

Sono problemi di gestione ma anche interessanti segnali di destagionalizzazione che potrebbero essere ulteriormente rafforzati dal turismo del benessere e pubblicizzati mediante una comunicazione mirata ed incisiva perché, ha dichiarato con forza Marco Balsamo portavoce di AgoràFutura, se non si comunica non si esiste!
Nel corso del suo intervento Marco Balsamo ha portato i saluti del Prof. Nicolò Leotta e comunicato l’adozione del progetto TERRE DEL BENESSERE nei Laboratori di Sociologia del Turismo in via di definizione presso l’Università Milano Bicocca.

Balsamo ha anche sottolineato la rilevanza dell’enogastronomia e c’è da segnalare al riguardo la originale iniziativa di trasformare il buffet-lunch in un caso di studio, nel corso del quale, sono state spiegate le peculiarità dei cibi, le loro proprietà nutrizionali, le elaborazioni creative fatte dai produttori locali per migliorarne la gradevolezza ed ampliarne il mercato. Incredibili per es. gli abbinamenti dei peperoni di Senise con altri ingredienti proposti da una cooperativa di giovani senisesi, l’Azienda Agricola Sud che hanno reso il lunch una esperienza speciale.

Grazie anche alla splendida cornice in cui ha avuto luogo il buffet lunch: la Tenuta Viceconte a 5 km da Francavilla s.S. a ridosso di un bosco e con una bella vista sulla valle del Sinni.

Ruolo e presenza delle erbe officinali nelle Terre del Benessere

Nelle relazioni finali dei lavori sono stati presentati concetti e considerazioni sulle erbe officinali, prodotti per la cosmetica, l’alimentazione e la medicina che sfruttano la proprietà delle piante.
Il tema ha assunto nel convegno una rilevanza sia perché la conoscenza e l’impiego dei prodotti è parte essenziale delle esperienze di wellness sia perché la Basilicata con la sua biodiversità ospita più di mille piante officinali, alcune delle quali tra le migliori nella loro specie (es. origano del Pollino, la portulaca, e altre).
Con una brevissima ma efficace introduzione il prof. Guido Viceconte ha definito l’ambito medico del benessere: …la medicina che la salute mantiene. Cioè, le attività ed i prodotti che vengono assunti non in presenza di sintomi ma per mantenere l’organismo in buone condizioni fisiche e psichiche. La buona salute non è solo assenza di malattie ma anche equilibrio.

Per realizzare un tale stato, Salvatore Moccia con alcune immagini di piante e concetti di base espressi con chiarezza ha indicato gli elementi di forza della fitoterapia che andrebbero attentamente considerati specialmente dopo che gli stuti in materia stanno dimostrando la rilevanza dei loro principi attivi nella prevenzione di gravi patologie.

La ricerca sulle proprietà delle piante è un cantiere in piena attività e ci vorranno tempi lunghi per analizzare l’enorme varietà di piante (stimate tra 35.000 e 75.000) di cui, comunque, almeno 5.000 hanno efficacia clinica accertata. Un lavoro che sarà sicuramente svolto e potenziato per la spinta che deriverà sia da esigenze mediche che dal business della cosmetica, un mercato che non ha smesso di crescere nemmeno nel corso della pandemia.

Turismo della salute, agricoltura e riqualificazione delle aree interne

Di queste piante, 1.000 sono in Basilicata e potrebbero essere una fonte potenziale di benessere fisico ma anche un business da sfruttare. In Basilicata, i dati economici, benchè in crescita e già di un certo interesse, sono inferiori al loro potenziale: solo 80 (ottanta!) ettari  coltivati per un numero quasi pari di aziende raccoglitrici autorizzate!

Numeri davvero bassi in un settore che beneficerà della decisione di un leader globale come Garnier di non utilizzare prodotti di sintesi dal 2025, scelta che sarà sicuramente imitata da altri leader di mercato, come conferma questo servizio pubblicato due giorni dopo il convegno.

Per questo è stato seguito con interesse l’intervento dell’Avv. Canio Muscio, presidente della rete RIPO (Rete d’Impresa Piante Officinali) che ha segnalato la rilevanza delle normative regionali, nazionali e comunitarie sui fondi disponibili per le aree interne del sud Italia. Se utilizzati al meglio questi fondi potrebbero rappresentare una occasione di sviluppo basato su un nuovo modello nell’occupazione in Basilicata ed altri territori del SUD.
Ma questo sarà realisticamente possibile solo se vi saranno accordi solidi e duraturi tra comuni che hanno uguali problemi e complementarità da valorizzare in modo sinergico. E se si agirà in fretta: il tempo è la variabile chiave del successo (e in Italia se n’è già sprecato troppo!).

Sinergie e velocità di cambiamento sono tra i maggiori fattori critici di successo citati dal Presidente dell’Associazione dei Lucani a Roma Filippo Martino che ha sottolineato con particolare forza la necessità per la Basilicata di mettere più impegno nelle attività legate alla natura, specialmente ora che l’agricoltura oltre ad un crescente valore economico è un fattore chiave nel miglioramento dell’ambiente.
La regione avrebbe le carte in regola per giocare un ruolo importante nell’agricoltura innovativa anzi, per geografia, caratteristiche del territorio, quantità, diversità e qualità delle specie arboree la Basilicata potrebbe essere un laboratorio di livello mondiale.

Un’ambizione in linea con i rilevanti contributi lucani già espressi nella conoscenza della botanica. Nel passato, da segnalare le ricerche del Sommo Biologo e patriota Guglielmo Gasparrini (1803-1866) nato a Castelgrande (Pz), padre della fisiologia botanica moderna e quelle del botanico e chirurgo potentino Orazio Gavioli (1871-1944). E, nel presente, per le sperimentazioni di rilevanza internazionale nelle unità agricole territoriali dell’agenzia regionale ALSIA e quelle del suo centro di ricerca Agrobios, con punti di forza nel campo delle biotecnologie vegetali.

Ambiente naturale e salute: tra i temi della contemporaneità

Il Convegno di Francavilla sul Sinni si è attenuto alla specificità degli argomenti in agenda ma ha anche evocato implicitamente la tematica planetaria della riscoperta della campagna e del lavoro innovativo in agricoltura come nuova frontiera della contemporaneità.
Tema richiamato con la citazione di due distinte ma coincidenti prese di posizioni espresse nel 2020 da grandi urbanisti e riconosciuti opinion maker: l’architetto milanese Stefano Boeri e l’olandese Rem Koolhaas, autore della mostra Countryside-The Future la prima del genere mai ospitata nel Guggenheim di New York, tempio dell’arte moderna. Un evento eccezionale che ha richiesto 5 anni di preparazione per spiegare che…

…la Campagna è il vero incubatore tecnologico dei nostri tempi

«Nell’ultimo decennio ho notato che, mentre gran parte delle nostre energie si è concentrata sulle aree urbane del mondo», spiega l’architetto Koolhaas, «le campagne sono cambiate drasticamente sotto l’influenza del riscaldamento globale, dell’economia di mercato, delle aziende tecnologiche e della politica. Questa storia è poco raccontata ed è fondamentale presentarla in uno dei più grandi musei del mondo».

Koolhaas, come Boeri è un architetto di città, nato e cresciuto in città, spinto a queste riflessioni dalla sua intelligenza speculativa e dai risultati delle rivoluzionarie sperimentazioni condotte nelle campagne olandesi, alcune delle quali sottratte al mare con opere che sono un monumento alla inventiva umana!

Una maggiore attenzione alla campagna, alle tante cose che continua a darci (incluso le erbe officinali) ed alle altre cose di cui si avrà disperatamente bisogno in futuro dovrebbe renderla centrale nelle politiche istituzionali e nell’immaginario sociale. Un cambiamento che farebbe bene ai borghi delle aree interne, riducendone la disgregazione socio-economica a causa dello spopolamento.

I bisogni, le potenzialità e i risultati già realizzati nella campagna sono una storia poco raccontata, perciò è utile parlarne in ogni occasione.