Libri

PRÈET: Castelgrande, linguaggio e territorio

di Giuseppe Maria LotanoDibuono Edizioni

Questo nuovo libro di Giuseppe Maria Lotano è molto diverso dagli altri che lo hanno preceduto anche se li richiama nelle diverse parti di cui si compone.

Nella prima parte, si trovano nuove poesie e le sue riflessioni sul linguaggio, un tema cui Giuseppe Maria ha dedicato una grande attenzione sia per rigore letterario che per il sentimento identitario  ricollegabile all’uso della lingua natia.

Il dr. Giuseppe Maria Lotano (è laureato in Scienze Economiche-Marittime) vive a Roma e per lunghi periodi anche nel suo paese di nascita a Castelgrande (Pz), dove conserva la residenza, proprio a conferma e testimonianza del suo attaccamento ai luoghi che sono la fonte di ispirazione delle poesie apparse nelle pubblicazioni Locus (Cafi Editore-2003), Brahmaea (Cafi Editore-2004), Tratturi (Di Buono Edizioni-2014), ma anche di saggi come Pinus Leucodermis.

Ed è proprio la parte saggistica che in questo ponderoso volume di 450 pagine ha un ruolo preminente, frutto di un lavoro di mesi svolto dall’autore in Basilicata, elaborato e poi  stampato a marzo del 2019 dalla Azienda Poligrafica Tecnostampa del Gruppo Grafiche di Buono. Una casa editrice lucana che tra le tante benemerenze ha anche quella di curare la collana Basilicata. Studi e ricerche, giunta ora al suo 18° titolo con questo libro che aggiunge i risultati di studi, ricerche e riflessioni su vicende storiche e personaggi di borghi lucani. Come il 9° volume della collana su Armento curato da ricercatori del CNR Potenza oppure l’11° titolo sulla Valle nel Noce scritto da Celeste Pansardi.

Nei due terzi del suo libro PRÈET (Pietra), Lotano descrive con brevissime schede storie, personaggi, abitudini sociali, saperi artigianali e contadini, migrazioni, attività industriali, opere pubbliche, attività scientifiche, pratiche religiose, variazioni anagrafiche, architettura laica e religiosa, eventi sismici, infrastrutture nazionali che attraversano il “suo” territorio, prodotti agricoli, altri beni materiali ed immateriali, …

La sinteticità dei capitoli tematici, la prosa avara di aggettivazione, quasi da documento pubblico, sembra dettata dalla preminente preoccupazione di catalogare ordinatamente per rendere disponibile ad una facile consultazione fatti ed elementi utili alla salvaguardia della memoria. Garantendo, attraverso un paziente lavoro di ricerca e sintetizzazione, l’accesso alla conoscenza del passato in modo chiaro e semplice di cose che oggi e anche domani sarà importante conoscere. Per capire, per riflettere con orgoglio sulla integrità ed abnegazione di chi ha vissuto nei luoghi oppure del grande patrimonio di competenze, dignità, profonda spiritualità che molti si son portati dietro quando sono emigrati, arricchendo gli altri non solo con il lavoro ma anche con la loro esemplare dignità.

Un lavoro editoriale come quello di PRÈET sarebbe ideale per tutti i comuni, se avessero la fortuna di avere persone come Giuseppe Maria Lotano, che insieme alla determinazione ed alla capacità indagatrice ha un amore verso il territorio non dichiarato a parole ma testimoniato operosamente e generosamente, facendosi totale carico degli oneri economici e temporali di avventure editoriali di questa rilevanza.