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U rispir du vicinonz – Canzoniere materano

di Angelo Palumbo – Fondazione Le Monacelle – via Riscatto – Matera.

copertina_libro_palumboVenerdì 22 gennaio 2016 è stato presentato a Matera il volume “U rispir du vicinonz – Canzoniere materano” di Franco Palumbo. Il volume a cura di Francesco Bruni e Franco Vitelli (Edizioni della Cometa di Roma) raccoglie 129 poesie in dialetto materano e relativa traduzione in lingua, una Introduzione di Franco Vitelli, una Nota al testo di Francesco Bruni, una Bibliografia delle opere citate nel commento, le illustrazioni di Guido Strazza, Assadour, Luigi Guerricchio, Giuseppe Palumbo, Mino Maccari, Alina Kalczynska, Angelo Palumbo.
Il titolo del canzoniere, Il respiro del vicinato, include sia la realtà del mondo contadino al tempo del suo vigore che le trasformazioni storiche che esso ha subito sino alla scomparsa.
I toni e la levità della favola sono visibili in quei componimenti che hanno come personaggi protagonisti gli animali, spesso con funzione di ammaestramento morale.
L’uso del dialetto come strumento espressivo è l’altra faccia della stessa medaglia: se per i Sassi si deve dar luogo a un restauro integrale di civiltà, l’aspetto linguistico non può mancare e Palumbo si fa interprete di questo bisogno affidando alla poesia la conservazione dell’antica parlata.
Matera, anche la Matera “tribolata per la politica” e “che non sa gridare e rimane con il bue piantato nel terreno” è oggetto del canto di Palumbo, il quale possiede in toto la città, la attraversa di continuo per vedere rimemorata la sua bellezza, ma vi trova manifestazioni di degrado.
Viene da pensare che a Palumbo si applichi bene quel concetto di letteratura dialettale come letteratura di opposizione, intesa a ritrovare “la dimensione umana dell’uomo”, “un modello di uomo […] ancora provvisto di libero arbitrio”, quale una volta ebbe a definirlo Carlo Salinari. Il voler proporre la persistente validità di alcuni valori non deve stupire più di tanto; a parte la necessità del recupero imposta dai tempi, ora lo sguardo degli studiosi si è aperto a nuove prospettive e il Sud non è più visto come un serbatoio di folclore, ma come “una geografia morale e poetica di ogni uomo”, sicché l’una e l’altra Europa “si cercano e spesso si toccano” (Gianfranco Folena).
Nel corso della serata, presenti i suoi colleghi de “La Scaletta” Michele e Raffaello De Ruggieri (oggi Sindaco), è stata proposta la registrazione audio di alcune poesie lette da Franco Palumbo, scomparso nel 2011.

Franco Palumbo (Matera 1930 – 2011), tra i fondatori e Presidente per diversi anni del Circolo La Scaletta di Matera, ha svolto un’intensa attività con particolare riguardo alle arti visive, segnalandosi come animatore delle Grandi Mostre di Scultura nei Sassi e amico di artisti famosi, come ricordato da Giuseppe Appella nell’incontro al MACRO del 20 gennaio 2016.
Attento alla dimensione culturale del turismo, ha ricoperto l’incarico di Console Regionale per la Basilicata del Touring Club Italiano e di componente del Consiglio di Amministrazione dell’EPT. Con scritti e conversazioni in Italia e all’estero ha molto contribuito alla conoscenza della storia della Basilicata.

Si segnala la collaborazione alle riviste “Qui Touring” e “Beni culturali e ambiente” ed alla redazione dei seguenti volumi: Le chiese rupestri di Matera (1966); La festa del 2 luglio a Matera (1972); Matera immagini e documenti (1975); La murgia materana, testimonianza della cultura subalterna (1990). A conferma di un’acuta sensibilità per i problemi educativi, ha curato, tra il 1988 e il 1990, sei quaderni per le scuole dedicati al patrimonio storico, archeologico e artistico di Matera; e dal 200 ha pubblicato, con illustrazioni, dodici volumetti di fiabe materane in dialetto, accompagnate da parafrasi, nonché la collana 15×15 che raccoglie sue riflessioni ed esperienze.