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Il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia: un progetto che viene da lontano e guarda al futuro

Venerdì 30 settembre ore 19.00
Via Nizza 56, Roma

L’avvio delle attività autunnali dell’Associazione ha avuto luogo con la presentazione da parte del Direttore Vincenzo Bellelli, del complesso di musei e necropoli di Cerveteri e Tarquinia.

Località, un tempo rivali, distanti 40 Km, rispettivamente a sud ed a nord di Civitavecchia, le cui necropoli nel 2004 sono stare riconosciute come siti UNESCO per la rilevanza del loro patrimonio storico-artistico. Oltre alle necropoli, Cerveteri e Tarquinia hanno ciascuna un proprio museo in cui è esposta una minima parte dei reperti.

Il Governo italiano, pur consapevole delle differenze tra le due necropoli, ha deciso di unificare in una direzione museale a carattere speciale i due siti UNESCO ed i rispettivi musei, mettendo insieme un patrimonio immenso per estensione territoriale, quantità e qualità dei reperti.

A Cerveteri, i tumuli circolari sotto i quali vi sono le tombe occupano più di 130 ettari mentre l’area di probabile presenza di reperti etruschi si estende su 400 ha.

Nell’area archeologica di Tarquinia vi sono più di 200 tombe decorate con scene di atleti, cacciatori, pescatori, danzatori, suonatori, giocolieri ed altre figure umane, animali ed oggetti che per la loro qualità sono considerate la “tra le prime pagine della grande pittura italiana”. Oltre al valore artistico, le pitture hanno un immenso valore sociologico perché mostrano momenti emblematici della vita etrusca. Una realtà per molti aspetti più articolata di quella del mondo romano. Del resto non va dimenticato che Cerveteri e Tarquina erano potenze ben prima di Roma.

Le due città dei morti, con le loro strutture murarie, i dipinti ed i reperti sono una fonte di studio fondamentale per conoscere la vita degli etruschi. Le tombe, con le loro pitture ed oggetti, descrivono la vita sociale più che celebrare i defunti. Illuminante al riguardo il sarcofago degli sposi un capolavoro conosciuto in tutto il mondo, ora custodito al Museo Nazionale Etrusco di Valle Giulia, ma provenienze da Cerveteri. I due sposi sorridenti, sembrano voler dialogare con chi li osserva, come a proseguire consuetudini relazionali abituali, ignorando la cesura determinata dalla morte.

Oltre alle necropoli, i due musei sono parti sempre più importanti del PACT-Parco Archeologico Cerveteri Tarquinia. Essi sono ricchissimi di reperti di cui solo una piccola parte è esposta secondo criteri espositivi che agevolano sia il godimento della loro bellezza che la rievocazione del tempo e della storia testimoniata. Tra i reperti ve ne sono alcuni che sono icone non tanto dell’arte etrusca ma dell’arte italiana in generale. Come i Cavalli alati, un altorilievo nel museo di Tarquinia costituito da una coppia di cavalli visti di profilo, aggiogati ad una biga.

Per la loro bellezza, molti reperti sono stati oggetti di furto ma tra i casi fortunati di recupero di arte rubata, vi è quello fatto dai Carabinieri nel 2015 di due straordinari reperti: il Cratere e la Kylix (coppa) di Eufronio. Ceramiche attiche a figure rosse del V secolo a.C., trafugate durante scavi illegali nell’area di Cerveteri, portate all’estero ed esposte: il Cratere nel Metropolitan Museum di New York e la Kylix nel Getty Museum di Malibù.

Oltre alla cronaca, che collega in negativo il passato alla contemporaneità, va segnalato in positivo il processo di installazioni multimediali che rendono più immediatamente comprensibile oltre che attrattiva la storia dei reperti. Grazie agli allestimenti multimediali, alle ricostruzioni virtuali, alle proiezioni audiovisivi, agli effetti sonori e luminosi, c’è la possibilità di fare un viaggio indietro nel tempo.

Infine, va segnalata la bellezza e rilevanza storica degli edifici in cui sono collocati i musei: il Castello Ruspoli del XIII sec., a Cerveteri e Palazzo Vitelleschi, capolavoro dell’architettura gotico-rinascimentale, a Tarquinia.

IL Direttore Vincenzo Bellelli ci ha parlato del PACT come insieme di beni da custodire, difendere e continuare a scoprire ma anche come un patrimonio di cui valorizzare le potenzialità. Il Parco, come altre destinazioni turistiche del Lazio, soffre della vicinanza di Roma, troppo grande e piena di opere d’arte di diverse epoche per essere vista nel corso due giorni e mezzo di permanenza media dei turisti a Roma! Ma per iniziare, intanto, va attratta l’attenzione degli abitanti di Roma e del Lazio oltre che dei territori confinanti e sono numeri importanti che potrebbero far lievitare la bigliettazione. Con questa iniziativa cerchiamo di dare un contributo in questa direzione.

Il Direttore Bellelli, ci ha parlato non solo di auspici ma anche di imminenti ed interessanti iniziative di cui avremo tempo di parlare in seguito, forse già in occasione della visita in autunno che si pensa di organizzare ai diti di del Parco.