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Associazioni Lucane in Italia: attività e personaggi di Pallanza

Verbania, capoluogo della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte è una città di 30.108 abitanti, la più grande del Lago Maggiore, nata dalla unione degli ex comuni di Intra e Pallanza i cui nuclei urbani sono uniti senza soluzioni di continuità.

La città che dista 20 km dal confine svizzero, sorge su un promontorio a forma di triangolo al centro del Lago Maggiore che segna l’estremità settentrionale del golfo Borromeo, in cui sfocia il Toce.

Il territorio abitato fin da epoca preistorica, ha vissuto nei secoli vicende importanti per la posizione naturale e strategica lungo linee di traffico commerciale, per le attività estrattive (da dove provengono le pietre del Duomo di Milano) e per quelle produttive nel campo della filatura e dei tessuti. La cui entrata in crisi è stata compensata in gran parte dai servizi dell’accoglienza turistica.

Verbania è infatti in una posizione bellissima sulla sponda occidentale del Lago Maggiore, con un’architettura di pregio sia nei nuclei storici degli ex comuni che sul lungolago e sulle colline; aree naturali tra le quali i Giardini Botanici di Villa Taranto realizzati dal capitano scozzese Neil Mc Eacharn (un cui antenato era stato nominato da napoleone duca di Taranto) che nel 1931 acquistò un terreno per poter realizzare un giardino all’inglese in terra italiana. I giardini comprendono esemplari di circa 1.000 piante e circa 20.000 varietà e specie di interesse botanico.

A mezz’ora di vaporetto ci sono destinazioni stupende del turismo italiano ed internazionale: le isole Borromee, Stresa e poco oltre, altre destinazioni sul lato lombardo del lago e Locarno in Svizzera. Via terra, in meno di un’ora si raggiungono luoghi stupendi del piccolo Lago d’Orta (l’Isola di San Giulio, le cappelle del Sacro Monte,…), Bellinzona e il confine svizzero mentre l’autostrada A 26 la connette ai centri della Valle padana e del resto dell’Italia.

Insomma un luogo di bellezza che però non si accontenta del patrimonio ricevuto dal passato ma continua ad investire in bellezza, come dimostra lo splendido Centro Eventi Multifunzionale (CEM) progettato da un gruppo si architetti capeggiati dal madrileno Salvador Perez Arroyo che descrive l’opera come “un contenitore funzionale pensato come una scultura. Un’opera d’arte moderna e avveniristica che sarà ricordata da chi visita la città o arriva per assistere a qualche evento. Un posto bello non si dimentica e per Verbania sarà un (altro e nuovo…) biglietto da visita”.

Il nuovo centro eventi multifunzionale (che non è ancora riportato sui depliant turistici) si adagia lungo la costa del Lago Maggiore, a lato della foce del torrente S. Bernardino che trasporta sassi insieme ad altro materiale alluvionale E sono proprio ispirati ai sassi di fiume le strutture tondeggianti del centro eventi che, come si vede dalle immagini, è un complesso architettonico contemporaneo, scultoreo e fortemente espressivo.

Il CEM è in grado di contenere una sala teatro da 500 posti, una sala più piccola da 200, un ampio foyer di ingresso e distribuzione, oltre a funzioni di servizio e di supporto come camerini, uffici, sale prova, bar e ristorante. Un ampio palcoscenico con torre scenica alta circa 16 metri, dotato di fossa orchestrale, permetterà di ospitare rappresentazioni liriche, orchestrali e teatrali.

Il sistema interno, composto da piattaforme mobili, permette allestimenti multipli e trasformabili, raccordando la sala grande al foyer e definendo uno spazio accessibile e multifunzionale in grado di accogliere fino a 900 persone.

In questa bellissima città risiedono persone di origine lucana che lavorano nelle istituzioni pubbliche, in attività produttive e nei servizi dell’accoglienza. Alcuni di essi hanno costituito l’Associazione dei Lucani a Verbania che, insieme agli altri sodalizi di lucani nel mondo sta soffrendo le conseguenze della pandemia, come emerso da un incontro organizzato in occasione di un viaggio privato del Presidente dell’Associazione dei Lucani a Roma.

Durante i due giorni di permanenza, incontri programmati ed occasionali hanno fornito informazioni ed impressioni sulla nostra comunità fin dal momento dell’arrivo presso l’Hotel Ancora, proprio sul porticciolo di Intra. La receptionist Marisa Paciello ha scoperto dai documenti la provenienza lucana ed ha voluto subito parlarci dei suoi genitori a Potenza e della tenerezza con la quale pensa alla Basilicata anche se, allo stesso tempo, si sente perfettamente a suo agio ad Intra, a 20 km. dalla frontiera con la Svizzera. Durante il soggiorno ci ha anche parlato del suo lavoro e dell’attenzione continua che caratterizza la costruzione di uno spirito di gruppo tra il team di operatori che fanno funzionare l’Hotel, come emerge anche dalla inusuale ma bellissima presentazione che si può vedere in rete. Nel caso di specie abbiamo avuto l’opportunità di sperimentarne la corrispondenza alla realtà e goderne i benefici.

Il successivo incontro con il Presidente dell’Associazione dei Lucani a Verbania Michele Lapetina, ex funzionario comunale e poeta, è servito a parlare della comunità dei lucani in quest’angolo nella nazione e delle difficoltà di mantenere le connessioni durante la pandemia la cui incerta durata mette a rischio la stessa sopravvivenza del sodalizio che, come tutte le altre associazioni di lucani nel mondo ha molte criticità: ricambio generazionale, disponibilità economiche per fare cose ancora più significative per gli associati; supporti economici per favorire l’associazionismo, favorendo anche la promozione della Basilicata.

Di questi temi cruciali abbiamo parlato insieme al Presidente della Federazione delle Associazioni Lucane in Piemonte, l’infaticabile Rocco Sabia, che ci ha raggiunti da Torino per scambiare idee realistiche sulle cose da fare per fronteggiare le criticità. Proseguendo gli scambi di opinione svolti in videoconferenza ed a Filiano nell’estate 2021.

I lavori sono proseguiti informalmente ma non meno efficacemente a pranzo, nel locale scoperto per caso nel centro storico di Intra, dal nome beneaugurante: La Trattoria Concordia. Il cui titolare è il Cav. Raffaele Santini, un vulcanico imprenditore che nei suoi due ristoranti ed un hotel a Verbania impiega più di 50 persone.

Raffaele Santini, nativo di Polla (SA), nella grande Lucania, prima di trasferirsi a Verbania ha svolto l’attività lavorativa soprattutto in Basilicata a Lagonegro e Viggiano (luoghi contigui a Polla) e anche per questo si sente profondamente lucano.

L’esperienza di lavoro di Raffaele, una bella storia di successo di una persona partita da zero, in un luogo lontano più di 1.000 km da quello di nascita, interpreta al meglio l’etica del lavoro di questo angolo del Piemonte. Con serietà, sacrificio, determinazione, discrezione, veloce gradualità (è ancora persona giovane) si è affermato nel settore dell’accoglienza e della ristorazione, in un luogo di antica tradizione turistica e quindi pieno di possibilità ma anche competitivo e penalizzante verso chi si improvvisa!

Il successo economico, però, non è la sola cosa che rende Raffaele Santini persona speciale. Sicuramente i risultati economici del suo lavoro e del modo come lo svolge sono stati la motivazione principale del conferimento nel 2017 del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica. Infatti oltre che essere un buon padre di famiglia Raffaele è un datore di lavoro che pretende dai collaboratori solo quello che lui per primo fa sul lavoro (instancabile, mai fermo, attento, veloce, premuroso ma non invadente,..).

Ma quello che fa di Raffaele Santini un esponente rilevante della comunità verbaniense è anche il suo impegno sociale come volontario della Croce Rossa. Che assolve con priorità assoluta rispetto agli impegni di lavoro, come quando, poco prima del nostro incontro, ha dovuto lasciare una decina di commensali istituzionali (che stava servendo nella saletta più raccolta dell’antico edificio medioevale in cui si trova la Trattoria Concordia) per trasportare in emergenza un bimbo ad altra struttura fuori Verbania.

Racconta e svolge queste vicende con naturalezza come se il sobbarcarsi le criticità del lavoro, le vicende personali e le emergenze degli altri fossero cose normali. Siccome non lo sono affatto, sembra utile segnalare una persona caratterizzata da attivismo e da positività, che fa tante cose senza perdere l’ottimismo, la voglia di migliorare il suo servizio, di sperimentare qualcosa di nuovo nella ristorazione (ottima, ma non ricercata, con un eccellente rapporto qualità prezzo), pensando alla famiglia e ritornando di tanto in tanto a Polla ed in Basilicata.

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