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Borghi a presidio del territorio: il caso Armento

I Borghi italiani delle aree interne, sebbene minacciati dallo spopolamento, restano ancora (fortunatamente) un presidio per i territori che, grazie all’attivismo di imprenditori e/o di volontari, li difendono dai danni dell’abbandono. Come il gruppo di una quindicina “armentesi” impegnati nel contrasto ai cinghiali (problema nazionale) la cui proliferazione minaccia i raccolti e la incolumità delle persone persino ai margini dei centri urbani.

Grazie all’azione traente di alcune persone questa necessità di contrasto, ad Armento (Pz), ha trasformato il ruolo di un gruppo di cacciatori da appassionati di attività venatoria in operatori ambientali e socioeconomici certificati per l’abbattimento selettivo di cinghiali nel rispetto delle normative mediante corsi di qualificazione necessari per svolgere in sicurezza un’attività ad alto rischio che richiede calma, precisione e anche sensibilità verso le specie animali coinvolte.

In questo campo il piccolo comune di Armento nella media Val d’Agri, è più avanti di altri non tanto e non solo nel numero di abbattimenti quanto nella partecipazione alla nuova filiera di attività citate anche nel video del servizio RAI:

  • svolgimento della campagna di abbattimenti selettivi secondo criteri stringenti: punti d’appostamento, calendario di impegni individuali, ecc.;
  • raccolta, primo trattamento e conservazione in una cella frigorifera (acquistata dal gruppo armentese) dei capi abbattuti;
  • conferimento dei cinghiali nel centro raccolta di una ditta specializzata nella commercializzazione delle loro carni con sede a Tito, Pz;
  • collaborazione col Centro Veterinario Regionale per lo studio delle specie presenti in Val d’Agri.

Insieme alle recenti normative per il sostegno agli agricoltori (rimborsi per “coltivazioni a perdere”….), questo nucleo di volontari svolge quindi un ruolo importante che sfugge ai visitatori di Borghi attratti soprattutto dall’estetica dell’abbandonism e da altre caratteristiche stereotipate o che non hanno né tempo né voglia per la ricerca di cose fuori dagli schemi. Peccato! Perché anche nei Borghi delle aree interne ci sono novità che occorre ”saper vedere”, per capire e farle conoscere!

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