Eventi dell'Associazione

Estate 2022: Luoghi, itinerari, attività ed attenzioni per il benessere e la salute

Mercoledì 15 giugno ore 19, via Nizza 56 Roma

Alla vigilia dell’estate, l’Associazione ha riproposto un nuovo incontro sulle cautele che da due anni caratterizzano la programmazione delle vacanze estive condizionate dalla pandemia.

Le vacanze, specialmente quelle estive, sono una fase esistenziale in cui si cerca di realizzare una discontinuità con la routine trascorrendo del tempo in luoghi di solo relax oppure per fare nuove esperienze conoscitive rilassanti oppure addirittura esperienze adrenaliniche.  Su queste scelte negli ultimi tempi ha avuto un ruolo determinante l’andamento dei contagi sconsigliando i luoghi affollati e preferendo quelli all’aria aperta, privilegiando destinazioni con rischi minori, come la Basilicata.

Finalità del nostro incontro, svolto per occasionale coincidenza con un Consiglio dei Ministri che ha assunto nuove decisioni in vista dell’estate 2022, è stata quella di  ricevere aggiornamenti da parte dell’APT Basilicata sull’offerta turistica in una delle regioni italiane di maggiore attrattiva e  di ascoltare pareri autorevoli sulle cautele per ridurre i rischi connessi alla attuale evoluzione della pandemia.

L’incontro molto partecipato s’è articolato in varie fasi.

 

Presentazione di nuovi Iscritti

Nel 2022 si sono iscritti per la prima volta persone con notevoli esperienze professionali ma anche impegnati in attività di divulgazione culturale in altre istituzioni con finalità coincidenti con quelle della nostra Associazione. Una caratteristica che rende i nuovi associati utili intermediari per rilevanti sinergie nella realtà del cosiddetto terzo settore, una dimensione che per la sua rilevanza sociale riceve crescente attenzione anche dalla normativa nazionale ma che opera sempre con risorse scarse rispetto ai bisogni. Quindi le sinergie sono un essenziale elemento di sopravvivenza ed efficacia operativa. Dei nuovi iscritti erano presenti all’incontro:

  • Pacifica Artuso, materana, Docente di teoria e tecnica dell’interpretazione scenica presso il Conservatorio Arrigo Boito di Parma. Animatrice culturale in varie istituzioni ed iniziative;
  • Piergiorgio Bellagamba, bolognese-romano, architetto, già docente ordinario di Urbanistica in varie facoltà (Ascoli Piceno, Università di Camerino, Reggio Calabria), promuove iniziative di miglioramento negli assetti urbani, in Basilicata (A-BRA) ed a Roma (AMUSE-II Municipio).
  • Rosa Danza Robilotta, architetta, con dimora storica di famiglia a Montemurro (PZ)è impegnata, oltre che nella sua professione, nella gestione innovativa delle proprietà agricole e nel sostegno ad iniziative teatrali;
  • Rocco Di Tella, Tricarico (MT), animatore socio-culturale, è appassionato di storia  e regia teatrale. In questo ruolo, è attivo nelle iniziative di crescente rilievo sociale della Biblioteca Comunale Renato Niccolini, nel quartiere  Corviale, come sottolineato dalla visita nel Febbraio 2022 del Presidente Sergio Mattarella;
  • Franco Giordani, Viggiano (Pz), ingegnere con uffici a Roma ed in Basilicata, opera nella professione insieme alla sorella architetta Maria Rosaria Giordani (nuova socia 2022). In aggiunta, Franco è rappresentante attivo in associazioni culturali con le quali sono ipotizzabili utili sinergie.

 

Turismo in Basilicata: terra che rigenera mente e cuore

Pur nella consapevolezza che non tutti gli associati andranno in ferie in Basilicata, abbiamo invitato il Direttore dell’Agenzia Turistica Regionale, Dr. Antonio Nicoletti come rappresentante di un ruolo fondamentale per la formulazione di strategie di promozione del territorio nella competizione turistica nazionale ed internazionale. Una competizione assai impegnativa, con i suoi appuntamenti internazionali nei quali si svelano offerte sempre nuove per rendere più attrattiva le varie destinazioni.

Nell’ultima Fiera del Turismo di Milano, la nota BIT, in una delle conferenze della manifestazione lo psichiatra Raffaele Morelli ha tenuto una lectio magistralis sulla Basilicata che rigenera mente e cuore, una destinazione ideale per persone provate del Covid perché i visitatori trovano la natura, la storia, le tradizioni. E, in materia di azione terapeutica della natura i tanti alberi nei boschi lucani possono avere un effetto antidepressivo e di stimolo del sistema immunitario. Da questa citazione emerge la spinta a valorizzare in moto prioritario la peculiarità di un territorio fatto di grandi spazi che sono attrattivi anche per la loro grande diversità.

Di strategie di promozione turistica e di dati sulle presenze abbiamo chiesto di parlarne al Direttore dell’APT Antonio Nicoletti, che per la 4^ volta in due anni ha accettato l’invito ad essere con noi per esporre le linee d’azione dell’ente regionale per il turismo e condividere le sue notizie su altre iniziative di promozione oltre che dati sui servizi privati dell’accoglienza. Con la sua apprezzata disponibilità e chiarezza, il dr. Nicoletti ha risposto alle domande su tre aspetti importanti per i nostri associati e per chi ci segue sul web:

1 – Dati previsionali per il 2022
Sulla base anche dei soggiorni registrati nei ponti primaverili, emergono dati incoraggianti sulle quantità e la qualità delle prenotazioni nei luoghi solitamente più frequentati: Maratea, Costa Jonica, Matera. Per quest’ultima destinazione ci sono dati interessanti sulle spese per visitatore che indicano una crescita del valore.
Dati previsionali meno definiti riguardano le aree interne: Borghi, Parchi, itinerari nella natura ma si stima che dovrebbe continuare il trend di crescita degli ultimi anni.

2 – Pilastri dell’offerta BASILICATA 2022
Alla borsa Internazionale del Turismo-BIT dello scorso febbraio sono stati presentati i punti forti delle iniziative dell’APT per incentivare i visitatori a godersi la Basilicata, proseguendo e migliorando le iniziative legare al concetto di una regione da vivere all’aria aperta. La Basilicata en plain aire, quella dei grandi spazi nei quali si collocano poi anche le comunità urbane che popolano i borghi e che il Covid ha fatto riscoprire come destinazioni con minori rischi di contagio e con luoghi di aggregazione e socialità non avulsi dalla contemporaneità. Almeno per quel che concerne la Basilicata, la sua modesta distanza da grandi destinazioni turistiche, ne fa un luogo appartato ma a ridosso di luoghi assai più abitati.
La promozione turistica per la scoperta ed il soggiorno in queste realtà è stata intensificata non tanto per i perduranti rischi della pandemia da Covid, quanto perché esse dovrebbero diventare permanentemente destinazioni desiderate per la loro natura, i paesaggi, la quantità di bellezze nascoste da scoprire. Per questo è stata rafforzata la pubblicità sui media con varie declinazioni semantiche, a partire dal mitico slogan di qualche anno fa: Basilicata, bella scoperta! Cui si aggiungono ora  nuovi slogan dell’APT come Basilicata Free to Move, ecc. destinati ad incuriosire soprattutto la comunità di viaggiatori in movimento con la bici, la moto, la canoa, il paracadute, i percorsi su strutture sospese (ponti tibetani, volo dell’angelo,  ecc.). Particolare attenzione è dedicata al ciclo-mototurismo perché si svolgono lungo strade poco battute che favoriscono la visita delle aree interne.
Per sottolinearne la rilevanza, al BIT sono stati presentati due guide destinate rispettivamente a ciclisti e motociclisti. Inoltre, nei giorni scorsi a Matera s’è svolto l’annuale cerimonia per la consegna degli Oscar del Cicloturismo 2022 ai migliori itinerari italiani. Nell’occasione, il Ministro del Turismo ha partecipato oltre che alla cerimonia di consegna dei premi anche ad una ciclopedalata tra i calanchi lungo il  tracciato Craco-Pisticci.

3 – Iniziative per un turismo più riflessivo
Oltre alla ripresa in presenza di molti eventi culturali fermati negli ultimi due anni, sono state segnalate nuove iniziative nel campo della enogastronomia capaci di fornire elementi di conoscenza della storia e cultura di un territorio. Tra i vantaggi di questo turismo: la maggiore capacità di spesa dei turisti con queste preferenze, la destagionalizzazione dei loro viaggi che non avvengono solo in estate e l’inestimabile contributo che la loro curiosità fornisce alla scoperta di tesori poco valorizzati. Come il crescente valore del turismo legato alle piante (il Turismo Botanico) ed alle sue  sottospecie: turismo della fioritura , turismo del foliage, …

Nell’ambito del turismo più riflessivo, il Direttore Nicoletti, ha preannunciato due importantissime iniziativa:

  • l’uscita di una prima guida sugli itinerari del gusto in Basilicata, che sarà pubblicata in autunno da La Repubblica e riguarderà l’area del Vulture-Melfese e Alto Bradano;
  • un’offerta turistica destagionalizzata mirata per i viaggiatori di due paesi scandinavi: Danimarca e Svezia. Fruibile ovviamente anche da altri viaggiatori che si muovono da casa più volte nell’anno.

Una caratteristica della promozione turistica regionale, della Basilicata ma non solo, è l’articolato sistema di comunicazione che avviene attraverso una pluralità di mezzi: web; TV; carta stampata: quotidiani con rubriche sui viaggi, periodici e pubblicazioni collegate alle maggiori testate nazionali, guide come quelle sui cammini, sui parchi naturali, sugli itinerari del gusto come quella appena preannunciata, ecc.; Cinema.
Proprio al mondo del cinema e, in particolare ai luoghi di ripresa è la nuova edizione del libro APT dedicato alla Basilicata terra di Cinema, distribuito nel corso dell’incontro a ciascun partecipante insieme ad una bella carta dei parchi lucani uscita come inserto nel numero di aprile del mensile DOVE.

 

Cautele sanitarie per godere al meglio delle vacanze

La persistenza del rischio di contagio dovute ad alcune varianti del Covid ed i dilemmi soggettivi anche dei vaccinati con tre dosi ha suggerito di dare più spazio di quanto inizialmente preventivato al Prof. Giuseppe Luzi, immunologo che è ritornato in presenza dopo il videoincontro del 28/11/2021 ed il precedente evento di fine 2019, quando si parlò del ruolo dei vaccini, mesi prima che il Covid fosse una pandemia conclamata a livello planetario. Anche per questo, nel secondo incontro Il titolo: Da una pandemia inattesa ai vaccini, l’aggettivo era scritto ironicamente con un inchiostro diverso.
Due incontri di grandissimo interesse, soprattutto il secondo che si è svolto in corrispondenza dei 40 anni dalla scoperta dell’AIDS (malattia causata dal virus HIV contro il quale ancora non esiste un vaccino!), i cui aspetti principali si possono leggere sul nostro sito attraverso questo link

https://www.lucaniroma.it/category/eventi-associazione/

Il prof. Giuseppe Luzi, è un infettivologo di straordinaria competenza scientifica e chiarezza argomentativa, allievo del celebre immunologo prof. Fernando Aiuti, Associato di Medicina Interna alla Università La Sapienza di Roma. Nel suo prestigioso curriculum professionale, da segnalare la fellowship (1983–1984) presso l’University of Alabama in Birmingham/USA) e gli oltre 200 lavori su pubblicazioni e riviste scientifiche.

Nelle precedenti occasioni abbiamo appreso da lui molte cose sui virus:

  • sulla natura di questi nemici invisibili di cui nei periodi di tregua dimentichiamo la presenza a differenza dei medici, la cui consapevolezza li porta all’uso costante della  mascherina nelle sale operatorie per evitare che i virus onnipresenti possano usare gli interventi come “varchi” per entrare nel corpo umano;
  • sulle figure significative della ricerca scientifica sui virus 
  • sulla pandemia da Covid 19 con riflessioni su numeri della pandemia,  sul ruolo positivo della comunicazione nel creare la consapevolezza della minaccia e, purtroppo, anche quello molto negativo della spettacolarizzazione dei contrasti in dibattiti del tutto inidonei a far capire la complessità della materia; sulla incredibile velocità nell’aver trovato un vaccino per fronteggiare un virus con un’elevatissima capacità di mutazione.

In questo nostro ultimo incontro del 15 giugno 2022 qualcuno di questi temi è stato ripreso, per arricchirlo anche con dati dai nuovi apprendimenti. Per sintetizzare il valore dei passi avanti ma, allo stesso tempo, le tante battaglie necessarie per poterlo archiviare come problema noto e risolto, ha usato la storica frase pronunciata da Churchill nel 1942, dopo una prima vittoria contro i nazi fascisti: “Non è la fine. Non è neanche il principio della fine. Ma è, forse, la fine del principio”.

Di positivo c’è la capacità dei vaccini di potenziare il sistema immunitario, riducendo di molto i decessi e la gravità della malattia, un dato niente affatto scontato realizzato in tempi record (si ricordava prima che per HIV non c’è ancora un vaccino). Per quel che riguarda l’efficacia assoluta ed uniforme dei vaccini il prof. Luzi ci ha ricordato che occorre ricordare che ogni paziente è un caso a sé e che:

  • nella malattia c’è l’incontro del virus con le nostre specificità
  • che i possibili deficit immunitari sono numerosi (quelli noti sono 400  ma ce ne possono essere altri ancora ignoti di cui preoccuparsi….)  e che, quindi
  • nulla è automatico.

Si è di fronte ad una situazione complessa e la straordinaria, quasi miracolosa riposta vaccinale per contrastarne la diffusione, non deve far dimenticare che la scienza medica ha bisogno di altro tempo per saperne di più e ridurre i rischi del contagio quindi anche i vaccinati devono continuare ad avere cautele semplici: evitare di essere senza mascherina in luoghi affollati, mantenere distanze e ritardare ancora un po’ il ritorno all’abitudine mediterranea di abbracci generalizzati e in ogni occasione.

Nella seconda parte del suo intervento ha parlato brevemente dei casi di persone che hanno contratto il vaiolo delle scimmie. Causato da un virus ‘cugino’ del vaiolo e a differenza del Covid è un virus a DNA e questo lo rende intrinsecamente meno capace di mutare. Il virus non è nuovo: circola almeno dal 1958 quando la prima scimmia proveniente dall’Asia è stata trovata infetta in Europa.

Trasmissione. A differenza del vaiolo tendenzialmente colpisce e si diffonde tra le scimmie ma è anche in grado di essere trasmesso tra animale e uomo e tra uomo e uomo. La trasmissione avviene per scambio di fluidi corporei tra animali o umani infetti, oppure tramite gocce di saliva. Al momento non è chiaro se il virus sia trasmissibile per via aerea così come accade con Sars-CoV2. Dopo il contagio esiste un periodo di incubazione di circa 12 giorni in cui in teoria non si è contagiosi.

I sintomi. Sono simili a quelli influenzali: stanchezza, febbre, dolori diffusi, gonfiore dei linfonodi etc. In una seconda fase compaiono le pustole che lasciano cicatrici. Le due varianti di vaiolo delle scimmie hanno differenti letalità: una di circa il 10% e un’altra meno letale (circa 1%).

Trattamento e vaccino. Il vaccino per il vaiolo è efficace nel prevenire anche il vaiolo delle scimmie. Il problema è che la vaccinazione di massa è stata interrotta nel 1980, quindi soggetti più anziani potrebbero avere ancora una protezione residua mentre i soggetti nati dopo il 1980 non hanno alcuna protezione. Per fortuna il vaccino esiste e funziona anche in maniera terapeutica, cioè un soggetto contagiato può essere trattato con il vaccino nei primi giorni post contagio per limitare la progressione della malattia. Ed esistono anche farmaci antivirali che ne limitano la replicazione.

Il prof. Giuseppe Luzi, ha segnalato infine alcune pubblicazioni sui virus di utile ed agevole consultazione anche da parte del personale non scientifico. Si possono leggere  sul sito on line della SIMEDET, società italiana di Medicina Diagnostica e terapeutica, fondata nel 2017  da un gruppo di professionisti della Sanità,  composto da medici, infermieri, tecnici di laboratorio, biologi, tecnici di radiologia, studenti. Tra le pubblicazioni recenti, il prof Luzi ci ha segnalato un recente numero della rivista della SIMEDET di cui lui è il direttore scientifico:  Italian Journal Of Prevention, Diagnostic and Therapeutic Medicine 

https://www.ijpdtm.it/index.php/ijpdtm/issue/view/vol4-n3

 

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