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Il Maestro La Cava, l’eroe italiano che da Ferrandina porta libri nei Borghi lucani

Il Maestro Antonio La Cava da alcuni anni diffonde cultura con il suo apecar visitando i comuni della Basilicata. Per questo servizio volontario, di grande valore simbolico e pratico, il Maestro è stato insignito dal Presidente Sergio Mattarella del titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per l’impegno profuso nel corso della sua vita nella promozione del valore della cultura”.

Da vent’anni il Commendatore Antonio La Cava (che non si sente un “eroe”) si muove da Ferrandina, dove è nato ed ha insegnato, per portare libri nei piccoli Borghi lucani. E lo fa con un approccio umile, espresso simbolicamente dall’apecar, un mezzo piccolo ma funzionale che penetra nelle stradine dei Borghi altrimenti inaccessibili a mezzi più grandi.

Ma allo stesso tempo, l’apecar del Maestro La Cava dimostra che l’uso intelligente e creativo degli spazi può trasformare anche un piccolo mezzo in uno scrigno di sorprese che:

  • concede prestiti gratuiti di libri senza ricevute, sulla fiducia;
  • invita alla lettura esponendo lungo le fiancate i libri in modo da stimolare curiosità e desiderio della lettura in grandi ed anche in anziani con limitata scolarità. La grande disponibilità di libri ricevuti in regalo dal Maestro consente di esporli a “rotazione “, senza affastellarli;
  • diffonde allegria con la musica (a volume assai discreto) diffusa dai suoi altoparlanti;
  • è un piccolo antro delle fiabe, dove i ragazzi più piccoli possono sedersi sui cuscini, guadare filmati, alcuni dei quali realizzati da loro stessi, discutendone in un piccolo spazio che sembra una stanza riscaldata da un finto camino;
  • è un punto di aggregazione e socializzazione grazie alla percezione del Maestro Lacava come un operatore sociale da rispettare, un esperto cui chiedere pareri o, semplicemente, una figura familiare che si ha piacere di rivedere.
    L’azione del Maestro non è una semplice (benché utile) distribuzione di libri, ma un insieme di attività basate su un sofisticato sistema pedagogico di cui la messa a disposizione del libro è solo un aspetto. Infatti, in aggiunta all’attività primaria vi sono altre finalità ed iniziative:

    • ispirare fiducia: non c’è un registro dei prestiti;
    • usare il prestito come esperienza sociale d’incontro e anche di costruzione di progetti. Tra le più interessanti ed originali vi è quella della scrittura collettiva del cosiddetto libro bianco: un quaderno in cui qualcuno/a inizia a scrivere una storia, un’altra persona la prosegue e così via, fino a diventare un libro che narra una vicenda che risulta inedita anche per i singoli autori… Alla versione cartacea si stanno aggiungendo anche versioni digitali del libro bianco (brevi video realizzati dai ragazzi usando moderne tecnologie) che sfruttando le caratteristiche dei nuovi media, hanno un taglio narrativo diverso;
    • creare il giusto contesto per appassionare alla fruizione culturale: l’apecar non è un semplice mezzo di trasporto di libri economico ed agile (s’infila dappertutto nelle stradine dei Borghi) ma è anche un luogo dell’immaginario grazie alle straordinarie soluzioni inventate dalla creatività di un personaggio che non è affatto “normale”. Infatti, una volta aperta la porta posteriore dell’apecar, l’interno è così funzionale ed immaginifico da apparire bello e grande, quasi il ventre di una balena.

Il primo incontro col Maestro La Cava è avvenuto quasi un anno fa, quando nel pieno della pandemia ci eravamo collegati a distanza per presentare agli associati ed ai nostri follower la sua attività. E già allora si era trattato di una grande esperienza per tutti. Ma incontralo a Ferrandina, vedere ed “esplorare” l’apecar da vicino, seguirlo mentre percorre le strade di Ferrandina diffondendo musica,  osservare il modo come i concittadini lo salutano manifestando amicizia ed apprezzamento, fotografarlo nella luce del tramonto sullo sfondo di Ferrandina, …è una cosa diversa. Una esperienza che “prende” anche chi è preparato.

Si ha percezione di una grande e piacevole anomalia nel panorama sociale della Basilicata e non solo, come dimostra l’altissima e meritoria onorificenza conferita dal Presidente della Repubblica Italiana.

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