Libri

Libri editi in Basilicata I-2022

In questo nuovo inserto nella RUBRICA LIBRI del nostro portale, segnaliamo due libri tra loro molto diversi per contenuto ma anche per impostazione grafico-editoriale.

Nel primo, scritto da Bruno Masino, di impostazione editoriale più classica, vi è la presentazione della vita e delle opere del compositore e docente di musica Vincenzo Ferroni, un illustre lucano nato a Latronico (PZ), più noto all’estero che in Italia. Anche per questo, il lavoro di Bruno Masino è un prezioso contributo alla intera storiografia della musica italiana, oltre che alla conoscenza dei lucani che ne fanno parte.

Il secondo volume è invece un prodotto editoriale inedito ed inconsueto: un libro che ripropone le carte napoletane usate da secoli in giochi notissimi come uno strumento di scoperta della Basilicata giocando. Infatti i questa versione delle carte napoletane sono evocate le tradizioni, i costumi ed i prodotti dei luoghi.


 

Scoperta di un maestro della musica
MI PRESENTO, SONO VINCENZO EMIDIO CARMINE FERRONI

Il prof.  Bruno Masino, medico e docente universitario, ha una grande passione per le vicende e personalità storiche, per la popolazione, la realtà di Tramutola e di altri luoghi della Val d’Agri.

Dopo il suo primo libro “Tramutola in una, dieci, cento…emozioni” (Edizioni Di Buono) con il quale ha raccontato la storia, i luoghi, i personaggi e i sentimenti su Tramutola con il contributo di decine di concittadini, il prof. Bruno Masino ha scritto un saggio sul Maestro Vincenzo Ferroni, musicista e didatta tramutolese vissuto tra la seconda metà dell’800 e l’inizio del ‘900. Un cittadino amato ma non abbastanza valorizzato.

Vincenzo Emidio Carmine Ferroni ha avuto esperienze in Francia come discente e come didatta presso la prestigiosa istituzione del “Conservatoire de musique et d’art dramatique de Paris” e, poi, per più di quarant’anni, come docente presso il “Real Conservatorio di Milano”, poi ribattezzato “Conservatorio Giuseppe Verdi”.
Bruno Masino descrive nelle 150 pagine del suo secondo libro “Mi presento, sono Vincenzo Emidio Ferroni. Tramutolese, musicista e didatta” la vita, le peregrinazioni, gli studi, le opere e le esperienze professionali di questo musicista che andrebbe riscoperto e valorizzato.

Vincenzo Ferroni, è stato un valido musicista vissuto tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, autore di composizioni del genere più vario, dall’opera lirica alla musica da camera, dalle musiche per uno o più strumenti a quella per orchestra, dalla musica per organo alla musica sacra, ecc.

Molte sue opere sono state eseguite e/o rappresentate nei più grandi teatri nazionali ed internazionali; è stato un musicista non molto amato dalla critica dell’epoca per la sua indipendenza ed il suo carattere non incline a tessere rapporti e a porsi al servizio del mondo musicale che contava. Vivendo nel periodo delle dispute tra verdiani e wagneriani, e pur avendo una certa simpatia musicale per il maestro di Busseto, ha sempre rivendicato la sua autonomia e amato un genere musicale in cui non disdegnava “contaminazioni” francesi e tedesche. Non gli interessava “vendere fumo” o essere fautore di correnti di pensiero musicale “filosofico”, egli era un grande appassionato della tecnica e del rigore compositivo musicale, fedele ai suoi maestri francesi del Conservatoire de musique et d’art dramatique de Paris dove si era diplomato e presso il quale, giovanissimo, era stato anche docente per alcuni anni prima di trasferirsi al Real Conservatorio di Milano.

Presso il prestigioso conservatorio milanese aveva insegnato Alta Composizione per oltre 40 anni, rivestendo anche, e a lungo, il ruolo di vicedirettore e, per un breve periodo di tempo prima di ritirarsi a vita privata, anche di direttore.

È stato un grande didatta alla cui scuola si sono formati moltissimi musicisti che hanno primeggiato in Italia e nel mondo nei più disparati generi musicali. Il libro, frutto di un’approfondita ricerca storico-bibliografica, è scritto in una forma originale in cui l’autore immagina di essere il maestro Ferroni il quale, in una sorta di reincarnazione, racconta la propria storia personale e musicale ricorrendo al metodo narrativo che, se pur frutto di fantasia in alcuni tratti, rispetta rigorosamente il contesto in cui sono ambientati e gli eventi storici che vi accadevano. L’idea del libro nasce dalla volontà di ricordare ai conterranei la figura del grande maestro che non ha mai dimenticato il paese natio, la Basilicata e, in particolare, la valle dell’Agri cui ha dedicato alcune opere come “Al Monte di Viggiano” e “Aux bords de l’Agri” e gli inni alle Madonne della terra lucana, a partire dalla “Canzone in onore della Madonna dei Miracoli di Tramutola”.

L’auspicio di Bruno Masino è che il suo libro non sia un tentativo isolato di recupero della memoria di un grande conterraneo ma che sia anche uno stimolo alla progettazione di iniziative che attraverso l’ascolto ne facciano conoscere la rilevanza nella storia musicale europea. Un auspicio che si spera possa avverarsi anche perché sarebbe un contributo rilevante sotto molti punti di vista: far conoscere una grande personalità lucana conosciuta e rispettata nel mondo musicale, segnalare un paese ed un territorio al quale il compositore è rimasto sempre legato, rafforzare l’azione in corso da vari anni proprio in Valdagri di ricordare le straordinarie vicende musicali di questo angolo della Basilicata.

Infatti a Viggiano, il paese proprio di fronte a Tramutola, è in corso da qualche decennio un meritorio lavoro di recupero delle memorie, le sonorità ed anche le capacità costruttive dell’arpa viggianese (arpicedda), uno strumento a corde più piccolo dell’arpa da concerto, utilizzata  da musicisti girovaghi, documentabile nelle fonti iconografiche (statuine nei presepi napoletani) del XVIII secolo e in quelle letterarie che appaiono circa un secolo dopo.

Sempre a Viggiano è nato uno dei più grandi musicisti del XX secolo, Leonardo De Lorenzo, emigrato giovanissimo negli USA interrompendo a 16 anni gli studi nel conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli e diventato poi uno dei massimi esecutori di flauto, oltre che storico e compositore.

A Viggiano è stata da poco aperta anche una sede distaccata del Conservatorio di Potenza ed inaugurata a dicembre del 2021 una piccola, deliziosa sala da concerto nella ex Chiesa del Morticello.

Questo libro di Bruno Masino aggiunge quindi preziose informazioni alla definizione di un quadro d’insieme che mostra il contributo alla storiografia della musica di alcune grandi personalità come De Lorenzo e Ferroni e di molti musicisti anonimi, meritori operatori della grande bellezza musicale.

 



Un libro, una composizione grafica ed un passatempo
CARTE LUCANE

Il libro che segnaliamo ripropone in forme rielaborate uno strumento di gioco, le carte napoletane, la grafica che le hanno caratterizzate, gli oggetti e le tradizioni evocate.

Una operazione editoriale bella e complessa realizzata dalla Zer0971, un’Associazione di Promozione Sociale costituita a Potenza nel 2006 per promuovere e valorizzare il patrimonio artistico e culturale – materiale e immateriale – della regione Basilicata, nonché le identità e le tradizioni storiche ed enogastronomiche lucane del presente e del passato.

Questa attività di riscoperta e promozione ha riguardato anche la realizzazione di una serie, originale e limitata, di 40 carte da gioco “lucane”. Carte sono disegnate a mano e prodotte dall’azienda Dal Negro, leader mondiale del settore, sposandone a pieno la filosofia “Arte da gioco” e il pensiero del suo fondatore, Teodomiro:

Nella storia delle carte da gioco vi si intrecciano bellezza, curiosità, fantasia, memorie di luoghi ed epoche remote. Le carte da gioco sono documento di costumi, di gusti, talora perfino di fatti storici che si dispiegano davanti ai nostri occhi”.

Le carte proposte in questa iniziativa editoriale si ispirano alle caratteristiche delle “carte da gioco napoletane”, e sono il risultato di uno scrupoloso lavoro di ricerca, studio, ricostruzione e recupero dell’identità lucana nelle sue molteplici espressioni.

Attraverso la ricostruzione di simboli, oggetti, reperti, abiti, prodotti gastronomici e personaggi, le esse raccontano – dall’antichità ai giorni nostri – eventi, aneddoti, riti, miti e usanze della nostra amata regione e consentono di “giocare” con il tempo, il luogo e le tradizioni.

Le “carte lucane” sono un marchio registrato e sono accompagnate dal volume “Carte Lucane Scopri la Basilicata giocando”, il quale – oltre a recare la descrizione dei “semi” e delle “figure” – rappresenta una vera e propria “guida” per la scoperta della Basilicata.

Il libro edito dall’Associazione di Promozione Sociale zer0971 protagonista di eventi culturali nell’editoria. Per saperne di più e avere informazioni sul libro ecco alcuni recapiti:

info@zer0971.org
Sito web zer0971
Via F. Baracca, 16 – 85100 – Potenza

 

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